Il bene e l’oggi

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Mi è capitato varie volte, negli ultimi tempi, di chiacchierare sul valore del quotidiano: nella vita, nell’arte, nella nostra società. Etty Hillesum, Simone Weil, Hanna Arendt, del rapporto tra pensiero e vita quotidiana (la vita “vera”, quella delle persone che lavorano, soffrono, educano…) hanno fatto il centro del loro pensiero. Simone Weil, questa stessa “quotidianità” (che non è banalità e ripetitività, ma ascolto delle “cose della vita e del mondo”) l’ha quasi disperatamente cercata, diventando operaia, attivista, quasi sforzandosi di fare i conti con tutto ciò che, per natura, non era.

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Consigli di lettura 2

1) Il libro per chi ha poco tempo, ma voglia di qualcosa di “forte”…

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S. Weil, L’amore di Dio prima che venga Dio, San Paolo – € 7,90 (ebook € 4,99)

Abbiamo da poco celebrato il 70° anniversario della morte (31 agosto 1943) di questa straordinaria protagonista del pensiero e della spiritualità del secolo scorso, vero incrocio tra il pensiero greco, ebraico e cristiano. In questo volume, in una mia traduzione che spero efficace, alcune delle sue riflessioni più significative sull’amore di Dio: “La forma velata dell’amore precede necessariamente la presenza di Dio e, spesso, regna essa sola nell’anima per lungo tempo; per molti, forse fino alla morte. Questo amore velato può attingere a gradi elevatissimi di purezza e di forza. Ogni forma di cui questo amore è suscettibile, nel momento in cui tocca l’anima, ha la virtù di un sacramento”.

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Un progetto di vita

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Sto lavorando alla traduzione di un testo di Simone Weil, e per questo negli ultimi giorni sono particolarmente dedito a questa figura che mi affascina profondamente. In particolare mi colpisce la sua capacità di rilettura della vita spirituale, di reinterpretazione di “luoghi comuni” della spiritualità.

Come nel brano seguente, in cui rilegge il “rinnega te stesso” di evangelica memoria, come un vero e proprio progetto di vita spirituale: non sentirci necessariamente centro del mondo, nella nostra individualità, è il primo passo per una nuova “ecologia interiore”, per una spiritualità sostenibile. Questo progetto di “decentralizzazione” del sé individuale, del “rinnegamento del Sé”, se va da un lato in controtendenza rispetto al modello individualistico occidentale, dall’altro lato apre interessanti prospettive sia nell’ambito della riflessione sulla “comunitarietà”, sia in quello del dialogo con la tradizione spirituale dell’Oriente (cristiano e non).

da Simone Weil, Attente de Dieu

Come Dio, essendo fuori dall’universo, ne è però contemporaneamente e realmente il centro, così ogni uomo vive una situazione immaginaria di sé al centro del mondo. L’illusione della prospettiva lo situa al centro dello spazio; una simile illusione, falsa in lui il senso del tempo; un’ulteriore simile illusione dispone attorno a lui tutta la gerarchia dei valori. Questa illusione si estende fino al senso stesso dell’esistenza, a causa dell’intimo legame, in noi, del sentimento del valore e del sentimento dell’essere; l’essere ci sembra sempre meno denso, man mano che è lontano da noi.

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Amore e giustizia

Simone Weil

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(1909-1943. Da Attente de Dieu)

Il Cristo ha detto … che avrebbe ringraziato un giorno i suoi benefattori dicendo loro: «Avevo fame e mi avete dato da mangiare.» Chi può diventare benefattore di Cristo se non Cristo stesso? Come può un uomo dar da mangiare a Cristo, se non è, almeno per un istante, innalzato a quello stato di cui parla san Paolo, per cui non è più lui che vive, ma il Cristo solo vive in lui?

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Le forme dell’amore

Simone Weil (1909-1943)

Solo Dio, presente in noi, può realmente pensare la qualità umana negli sventurati, guardarli con uno sguardo veramente diverso da quello con cui si guardano gli oggetti, ascoltare veramente la loro voce come si ascolta una parola. Essi si accorgono allora di avere una voce; altrimenti non potrebbero neppure rendersene conto.

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