Servire i poveri è servire Dio

Vincent des Pauls

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(1581-1660) Lettere e conferenze spirituali, passim: come servire i poveri.

Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Figlio di Dio, ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri. Nella sua passione non aveva quasi la figura di uomo; appariva un folle davanti ai gentili, una pietra di scandalo per i Giudei; eppure egli si qualifica l’evangelizzatore dei poveri: “Mi ha mandato ad annunciare ai poveri un lieto messaggio” (Lc 4, 18). Dobbiamo entrare in questi sentimenti e fare ciò che Gesù ha fatto: curare i poveri, consolarli, soccorrerli, raccomandarli.

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Beatitudine della povertà, tragedia della miseria

Jean-Baptiste Hénry Lacordaire

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(1802-1861), Discorso del 1847 alla Conferenza di S. Vincenzo de’ Paoli

Una splendida pagina di Lacordaire. Nemmeno troppo distante da quel che oggi si potrebbe dire sull’argomento.

“”Beato l’uomo che ha intelligenza del debole e del povero” (Sal 41, 2). Nel brano che ho scelto la Scrittura non dice: beato chi ha cura del povero, ma, più profondamente, beato chi ha intelligenza del povero. Ciò presuppone che la povertà sia, in qualche modo, un mistero, del quale esista una scienza che il mondo non conosce perfettamente, perché, se la conoscesse, il salmista non chiamerebbe “beato” l’uomo che ha intelligenza del povero. C’è una conoscenza della povertà che soltanto possiede solo la Chiesa, cui Dio ha mostrato tutti i suoi segreti (…). Esiste poi un livello seguente alla povertà, che è la miseria.

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