Tradizione e interpretazione

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In vari modi, nei giorni scorsi, la parola Tradizione è riemersa con forza nel contesto ecclesiale. Ma, in realtà, si tratta di una continuità, non certo di un ritrovamento. Come potrebbe essere, altrimenti? Tutta la storia del cristianesimo si fonda, come negarlo?, sul duplice fuoco di Parola e Tradizione: fedeli alla Parola e fedeli alla Tradizione, si ripete da secoli, per garantirsi la continuità all’interno del mutamento. Ma è davvero, semplicemente, così? Ma, soprattutto, cosa significa “fedeltà”?

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La coscienza del non credente

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Sto scrivendo un po’ troppo su questo papa… Me lo ha detto qualche amico e me lo dico da solo. Ma è possibile evitarlo? In questi giorni, per esempio, come non riflettere su quella che ormai tutti chiamano “Lettera ai non credenti” (e già per questo titolo come si potrebbe non pensare al cardinal Martini, di cui abbiamo celebrato da poco la memoria, un anno dopo la sua morte)? Come non prendere in seria considerazione, per esempio, un’affermazione che in essa è contenuta: “Il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza.” Definizione non certo nuova nella morale cristiana, che conosce l’idea della “coscienza invincibilmente erronea” da lungo tempo. Eppure sembra così innovativo: si pecca quando non si aderisce al giudizio della propria coscienza; quando si vive contro coscienza (contro cultura, quindi, non contro natura: diciamocelo!) ossia, quando non si fa verità in noi stessi.

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Porre domande

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George Steiner, La nostalgia dell’assoluto, Bruno Mondadori, pagg. 77-79

Una pagina di Steiner (1929), provocatoria come gran parte del suo pensiero.

Noi continueremo a porre domande. Il filosofo tedesco Heidegger centra il problema quando dice che le domande sono la pietà, la preghiera del pensiero umano. Io sono un po’ più brutale. Noi, in Occidente, siamo animali fatti per porre domande e per cercare di ottenere risposte, costi quel che costi. Non istituzionalizzeremo l’innocenza umana. Ci possiamo provare, di tanto in tanto. Possiamo cercare di trattare con più attenzione l’ambiente. Possiamo cercare di evitare almeno in parte la brutale devastazione, le crudeltà inutili nei confronti degli animali, nei confronti degli esseri umani meno privilegiati…

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