Cattolici credenti e cattolici pensanti

Henri-Irénée Marrou

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(1904-1977), Del buon uso di un’enciclica (1950)

Il testo ha la sua origine come commento all’Humani generis, ma tocca (ed è quel che qui importa) in modo originale il tema della relazione tra fede e conoscenza della tradizione culturale e dogmatica del cristianesimo, tra dogma e libertà di pensiero.

Il nostro tempo, ossessionato dai problemi della prassi, assillato dalla volontà di agire, inclina al disinteresse per la conoscenza meramente speculativa e questo, sul piano religioso, comporta un calo inquietante dello spirito teologico, sì che i principi più fondamentali su cui poggia la fede cattolica sembrano troppo spesso messi in disparte. […]

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Tradizione e interpretazione

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In vari modi, nei giorni scorsi, la parola Tradizione è riemersa con forza nel contesto ecclesiale. Ma, in realtà, si tratta di una continuità, non certo di un ritrovamento. Come potrebbe essere, altrimenti? Tutta la storia del cristianesimo si fonda, come negarlo?, sul duplice fuoco di Parola e Tradizione: fedeli alla Parola e fedeli alla Tradizione, si ripete da secoli, per garantirsi la continuità all’interno del mutamento. Ma è davvero, semplicemente, così? Ma, soprattutto, cosa significa “fedeltà”?

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La tradizione come ascolto e dialogo

Henri de Lubac

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(1896-1991), Cattolicesimo. Gli aspetti sociali del dogma, Studium

De Lubac scriveva questa pagina nel 1941! Vale per il decennio seguente, per quello seguente ancora e per il nostro. Sono sempre più stupito di come gli ultimi decenni della Chiesa siano state incapaci di ascolto e di memoria nei confronti dei grandi profeti (ma forse è proprio della profezia vera, questo vivere in tempi lunghi…).

Il vagheggiamento del passato è una chimera che fomenta gli scismi o una puerilità che inaridisce lo spirito. Dobbiamo innanzitutto essere consapevoli della diversità estrema delle teorie che, sui mille aspetti in cui la verità religiosa entra a contatto con le nostre preoccupazioni umane, sono state professate nel corso della storia cristiana. Dobbiamo percepire con chiarezza in quale larga misura quelle teorie sono relative a una situazione sociale, intellettuale, culturale sempre in moto. Se avremo presenti queste cose, allora potremo in tutta sicurezza ammirare l’unità imponente della grande corrente tradizionale, che con le sue onde di continuo rinnovate, e pura da ogni contaminazione reca sempre la stessa fede indefettibile.

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La moda e il cadavere

Hans Holbein, Il Cristo nella tomba (1521)
Hans Holbein, Il Cristo nella tomba (1521)

Nelle cose di fede, diffidare delle mode. Mi piacerebbe riuscire a fare di questo asserto un punto di non ritorno delle mie riflessioni (come sempre, innanzitutto per me stesso). Il testo di Schillebeeckx riportato un paio di giorni orsono mi ha obbligato a ripensare proprio a questo tema: quanto del pensiero cristiano (tradizionale o innovativo che sia) dipende dalle mode, dalle ideologie dominanti (siano di destra o di sinistra, chissenefrega) o, ancor peggio: dall’ottusità di chi “ha un solo pensiero” e dal bisogno di riconoscibilità di chi “ha bisogno di lodi” (e pensa non in vista della verità, ma del successo personale)?

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