Teologia della storia

Augustine_Lateran

Agostino d’Ippona, (354-430) La città di Dio, xiv, 28; xv, 1.4; xviii, 49. Da M. Simonetti, Letteratura cristiana antica, iii, pagg. 473ss.

La pagina di teologia della storia secondo Agostino: un’interpretazione che probabilmente sentiamo molto lontana dal nostro gusto moderno, ma sulla quale si fondò un intero mondo, quello medievale, con la distinzione tra “gloria umana” e “gloria celeste”. Ma siamo davvero sicuri di non avere  più bisogno  di questa, forse elementare, ma certamente chiara visione?

Due amori dunque diedero origine a due città, alla terrena l’amor di sé fino all’indifferenza per Iddio, alla celeste l’amore a Dio fino all’indifferenza per sé. Inoltre quella si gloria in sé, questa nel Signore. Quella infatti esige la gloria dagli uomini, per questa la più grande gloria è Dio testimone della coscienza. Quella leva in alto la testa nella sua gloria, questa dice a Dio: Tu sei la mia gloria anche perché levi in alto la mia testa. In quella domina la passione del dominio nei suoi capi e nei popoli che assoggetta, in questa si scambiano servizi nella carità i capi col deliberare e i sudditi con l’obbedire. […]

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La speranza cristiana, presenza nella storia

Carlo Alberto Libanio Cristo (Frei Betto)

 

freibetto9796

in Dai sotteranei della Storia, Verona 1971

 

S. Paulo 28/03/1970

Mio caro Pedro, la tua lettera è piaciuta molto a tutti noi. Abbiamo sentito che non siamo soli in questa avventura e che comunque essa ha delle ripercussioni positive per il Vangelo.

E’ quanto basta per giustificare la nostra prigionia. Non importa sapere quanto tempo resteremo qui. Importano i frutti che risulteranno da questo seme gettato nel carcere. Forse il nostro carisma è la testimonianza cristiana dietro le sbarre (ma questo Dio solo può saperlo) e il nostro cammino è simile a quello di san Paolo che si spostava da una prigione all’altra. Siamo tranquilli perché sappiamo di trovarci nel cammino che Gesù Cristo ha tracciato per la sua Chiesa. Tutti gli apostoli hanno vissuto il martirio. La Chiesa primitiva ha scritto la sua storia nelle prigioni, col sangue sparso nelle torture. Oggi diamo una testimonianza non solo di fede, ma anche di speranza, nel senso di presenza della storia: e dal momento che abbiamo scoperto la dimensione escatologica della rivelazione e della teologia, la prospettiva storica della nostra speranza ci ha condotto al carcere.

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I cristiani, il senso della storia e il potere mondano

Hans Urs von Balthasar

(1905-1988), Il tutto nel frammento, Milano, 1970, pagg. 1ss.

A chi oggi cerca, in obbedienza alla Parola di Dio, di riflettere e di parlare di Dio e dell’uomo, si presenta il difficile compito di percorrere lo stretto sentiero che passa tra due forme di titanismo. Una, quella antica, che risale a Costantino e consiste nella costrizione del potere politico al servizio del regno di Cristo, viene oggi scartata poiché di fatto la chiesa finalmente ha perso questo potere. L’altra, quella nuova, consiste nell’identificazione – o per lo meno nella posizione di una convergenza – tra il progresso tecnico del mondo e lo sviluppo del regno di Dio. Entrambi sono, comunque, come si vedrà, solo aspetti dell’identico integralismo, il primo reazionario, il secondo progressista, il primo clericale, il secondo laico. Entrambi cercano di procurare al regno del Crocifisso una potenza terrena, poiché entrambi mescolano regno terreno e regno divino.

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