In che Cristo credono i cristiani?

Leonardo Boff

(1938- ) Gesù Cristo Liberatore, Assisi 1976, pp. 238-240

La cristologia ieri e oggi tenta di rispondere alla domanda “chi è Gesù”. Domandare: chi sei? significa indagare un mistero. Le persone non si lasciano definire né inquadrare dentro nessuna situazione. Domandare: chi sei tu, Gesù Cristo, per noi oggi? significa confrontare la nostra esistenza con la sua e sentirsi sfidati dalla sua persona, dal suo messaggio e dal significato che si sprigiona dal suo comportamento.

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Un “Credo” secolare

Dorothee Soelle

Credo in Gesù Cristo che essendo

un uomo solo che non poteva far nulla”

come anche noi ci sentiamo,

lottò, nondimeno, perché tutto mutasse,

e fu perciò giustiziato;

che è criterio per verificare

quanto sclerotizzata sia la nostra intelligenza

soffocata la nostra immaginazione,

disorientato il nostro sforzo,

perché non viviamo come egli visse;

che ci fa temere ogni giorno

che la sua morte sia stata invano

quando lo seppelliamo nelle nostre chiese

e tradiamo la sua rivoluzione,

timorosi e obbedienti di fronte ai potenti;

che è risuscitato dentro le nostre vite

perché ci liberiamo

da preconcetti e prepotenze,

da timore e odio,

e portiamo avanti la sua rivoluzione

in direzione del Regno.

Solo gli oppressi possono essere creativi

Rubem Azevedo Alves

(1933-  ) Il figlio del domani, Brescia 1974, passim: teologia della cattività

Figura tra le più importanti non solo della teologia ma della cultura brasiliana, Alves propone in questo brano, la cui stesura risale agli anni 70, ma che sembra scritto oggi, una provocazione attualissima: la creatività non appartiene a coloro che stanno sugli scranni del potere, ma agli oppressi, agli ultimi. E la cosa vale anche per il potere ecclesiale. Quando il governo delle anime non è più presso gli ultimi, finisce di essere creativo.

“La nostra generazione ha creduto d’essere ad una svolta della storia, e che un mondo nuovo stesse per sorgere. Ci sentivamo come gli ebrei dell’esodo verso la terra promessa. Oggi abbiamo la sensazione che la realtà sia ben diversa. Siamo esuli e prigionieri ed è improbabile che si possa, un giorno, vedere la terra promessa. Di qui nasce la nostra frustrazione. Che fare? […]

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Chiesa perseguitata o Chiesa compromessa?

Helder Camara

(1909-1999) Da Vita e Pensiero, xliv, giugno 1981

La riflessione di monsignor Camara (chi avrà la pazienza di leggere l’intero testo qui riproposto – giuro che ne vale la pena, parola per parola! – non resterà deluso), è una straordinaria rilettura e riproposizione di uno dei temi centrali oggi per i cristiani (ma vale, mi sembra, per qualunque fede). Esiste una terza via tra compromissione e persecuzione? O è necessario scegliere, sempre e ovunque?

La “scoperta” del continente latino-americano

Il continente latino-americano non era vuoto. Milioni di indigeni lo abitavano, con le loro culture, i loro sistemi di vita e di convivenza, aveva le sue fedi, la sua economia. Quando, partendo dalla penisola iberica, giunsero gli “scopritori”. L’uomo bianco, civilizzato e cristiano, considerò come inesistente, inespressivo e senza valore tutto il passato degli indigeni. Fu la “scoperta” e solo da allora i popoli e le terre cominciarono a esistere.

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Dialogare con l’umano “che non crede e che soffre”

Edward Schillebeeckx

(1914-2009 ), Il Cristo. Storia di una nuova prassi, Brescia, 1980, pagg. 758s.

Un altro teologo che rischia di diventare un grande dimenticato è Schillebeeckx. Protagonista dell’avanguardia della riflessione cristiana nei decenni post conciliari, oggi sembra essere scomparso dalla scena del pensiero cattolico. Fu certamente uno dei primi a comprendere la necessità del dialogo con l’uomo concreto, moderno, in cerca di senso. Questa breve pagina è un omaggio.

“E’ un fatto che nell’età moderna il vero partner del dialogo con la teologia occidentale è stato l’incredulo, l’umanista. E non possiamo avercela a male, perché questo fu il problema derivatoci dalla nostra tradizione di libertà! Si trattava (dal punto di vista della tematica teologica corrente) di un dialogo del cittadino che crede con il cittadino che non crede, se Dio sia o meno la ragione fondante della loro libertà (civile). […]

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