A sbagliar Dio…

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dal sito http://www.venilia.it

Una breve pagina di padre David Maria Turoldo (da Anche Dio è infelice, San Paolo), vecchia di più di trent’anni, che sembra scritta ieri.

Di fatto, nel profondo, il problema non è Dio, ma è: in quale Dio credere. Credere in un Dio sbagliato è il più grande disastro che possa capitare: tanto più se capita a tutta una religione e a tutta una civiltà. Allora saranno sbagliate tutta la religione e la civiltà. Una situazione che oggi si fa sempre più grave; e non solo per via dell’islamismo e i nazionalismi sempre più dirompenti (e sempre intrecciati a fanatismi religiosi e razziali), ma pure per forme aberranti di “fideismi” anche cristiani: aspetto che è ancora più avvilente in quanto, se c’è un problema posto da Cristo alla fede, è precisamente quello di Dio: è sulla conflittualità del concetto di Dio che Cristo verrà condannato e ucciso. A sbagliare Dio, è sempre l’uomo che paga.

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Le follie della religione

Erasmo da Rotterdam

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(1466 o 1469-1536) Elogio della follia (1509), Milano, 1966, pagg. 81-82. 107. 109

Una delle più belle pagine di Erasmo, attualissima per molti versi.

“XL. Che dire poi di coloro che si cullano nella dolce illusione che siano stati rimessi loro tutti i peccati, e misurano quasi con la clessidra alla mano il tempo che avranno da trascorrere in Purgatorio: secoli, anni, mesi, giorni, ore, come su una tabella matematica, con precisione superiore ad ogni possibilità di errore? O di quegli altri che, confidando in una preghiera magica o in qualche rito religioso, inventato da un pio impostore per divertimento o per far denaro, si ripromettono di ricevere tutto: ricchezze, cariche onorifiche, godimenti, splendidi pranzi, eterna salute, lunga vita, salda vecchiaia, e nell’aldilà un posto vicino a Cristo. (…)

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