Le tre età della storia secondo Gioacchino

 

Gioacchino da Fiore

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(1130ca-1202ca) Expositio in Apocalypsim, in Gaeta-Villani, Documenti e testimonianze, Milano, 1986, pagg. 270s.

 

La prima delle tre età fu quella che si realizzò sotto la sovranità della legge, quando il popolo del Signore, al momento ancora fanciullo, serviva sotto l’imperio degli elementi di questo mondo, incapace di raggiungere la libertà dello spirito sino a che non fosse venuto colui che dice “Quando il figliolo vi farà liberi voi sarete veramente liberi”. La seconda età cominciò coll’Evangelo e continua ancora oggi nella libertà, almeno rispetto al passato, sebbene non nella libertà rispetto al futuro. Dice infatti l’Apostolo: “Ora conosciamo soltanto in parte, e profetizziamo soltanto in parte, ma quando sarà venuta la perfezione, quello che è solo in parte sarà abolito. E in un altro passo: “Il Signore è lo spirito e dove è lo spirito del Signore ivi è libertà.” La terza età comincerà nell’imminenza della fine del mondo, non sotto il velame della lettera, ma nella completa libertà dello spirito, quando annullato ed eliminato il falso vangelo del figlio della perdizione o dei suoi profeti, coloro che insegneranno la giustizia alle folle saranno simili allo splendore del firmamento ed eterni come le stelle.

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Il punto centrale della storia è Cristo

Oscar Cullmann

(1902- 1999), Cristo e il tempo, Bologna, 1965, pagg. 106s.

La linea biblica del tempo si divide, come abbiamo visto, in tre parti: tempo anteriore alla creazione; tempo compreso tra la creazione e la Parusia; tempo posteriore alla Parusia. A questa divisione tripartita, che mantiene sempre intatto il suo valore, si sovrappone, già nel giudaismo, la divisione bipartita, proveniente dal parsismo, fra l’eone presente e quello futuro. In questa divisione bipartita giudaica tutto è visto nel segno dell’avvenire. Il centro stesso di questa linea è costituito dalla futura venuta del Messia, dall’avvento dell’era messianica della salvezza con tutti i miracoli che la caratterizzano. E’ là per il giudaismo la grande cesura della storia intera che rimane divisa in due metà. In altre parole, per il giudaismo, il centro della linea, vale a dire la salvezza, si trova nell’avvenire.

L’elemento cronologicamente nuovo apportato da Cristo alla fede del cristianesimo primitivo consiste nel fatto che, dopo la Pasqua, il centro non si trova più, per il credente, nell’avvenire Questa è una verità di immensa portata e tutte le altre considerazioni sul fluire del tempo, perdono, per la Chiesa primitiva, qualsiasi valore di rilievo alla luce di questa affermazione semplicemente rivoluzionaria, fatta propria da tutto il cristianesimo primitivo: il centro della storia è già raggiunto.