Consapevoli della realtà

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(1918-2010) Da La nuova innocenza, Servitium

Non avere paura né di sé né degli altri. In questo sta la nuova innocenza. Questo è ciò che conta: non perdiamo tempo in teorie. Pensare di poter sistemare e risolvere tutto è un errore. Il mistero della vita è che il male esiste, che le tensioni non possono essere soppresse e che noi ci siamo dentro; che si deve fare il possibile, senza lasciarsi dominare e senza mai ritenere di possedere la verità assoluta. Bisogna accettare la condizione umana, sapere che un certo dubitare non si oppone alla fede; sapere che il senso di contingenza è necessario alla nostra vita.

Devo rendermi conto che sono una parte di questa realtà e che non spetta a me controllarla; scoprire il senso della vita nella gioia, nella sofferenza, nelle passioni; invece di lamentare la difficoltà del vivere, rimandando ad un giorno che non arriva mai il momento di godere profondamente di questa vita, trovare questo senso in ogni istante.

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SOFRONIO EUSEBIO GEROLAMO (SAN GEROLAMO)

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(347ca-420ca) Ep. Xxii

Il famoso brano in cui Gerolamo si accusa di essere ancora più amante di Cicerone che di Cristo.

“Ti voglio narrare la storia della mia infelicità.

Era da molti anni che avevo eliminato casa, genitori, sorella, parenti e, ciò che è più difficile, la consuetudine a lauti pranzi, a causa del regno dei cieli, e me ne ero andato a Gerusalemme, per militare (in Cristo). Ma non avevo saputo staccarmi dalla biblioteca che avevo messa insieme con gran fatica e passione a Roma. Così, io, misero, digiunavo per andare a leggere Cicerone! Dopo molte notti di veglia, dopo aver versato lacrime che il ricordo dei miei peccati trascorsi faceva sorgere dal più profondo del mio cuore, prendevo tra le mani Plauto! Se talvolta, chino su me stesso, cominciavo a leggere un profeta, lo stile disadorno mi inorridiva; e poiché, con i miei ciechi occhi, non vedevo la luce, non davo la colpa ai miei occhi, ma al sole.

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Pienezza di vita

Enrique Martinez Lozano

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La vita in pienezza, San Paolo, pp. 167-169

La Coscienza si fa consapevole di se stessa.
Una lunga storia di evoluzione:
dorme nei minerali, si risveglia nelle piante, sente negli animali,
comincia a riconoscersi e ad amare negli umani.

Nelle persone si manifesta come Anelito.
Nel momento stesso in cui dicemmo “io”
era nata l’autocoscienza mentale,
e ci domandammo chi eravamo.

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Il gioco dell’amore

Einrich Seuse (Suso)

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(1290ca-1366) Il libro della saggezza eterna, Bocca

IL SERVO Signore, che cos’è il gioco dell’amore?

RISPOSTA DELLA SAGGEZZA ETERNA Finché l’amato sta presso l’amante, essa non sa quanto egli le sia caro; ma quando l’amato se n’è allontanato, allora essa s’accorge quanto egli le sia stato caro.

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Interroga ogni tuo pensiero

Evagrio Pontico

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(345-399) Massime e considerazioni, in E. Zolla, I mistici, Adelphi, p. 277

Se vuoi sapere qual è lo stato del tuo cuore, osservati al momento della preghiera. Quali pensieri impressionano la tua intelligenza? Quali pensieri la guidano? Di passione o di impassibilità? Poiché se le passioni le muovono guerra, è segno ch’essa ha a dispregio i comandamenti divini, che le passioni fioriscono in lei e provocano la collera e la concupiscenza, insieme a una moltitudine di mali e di infermità. Se i pensieri furiosi la tengono in agitazione è segno infallibile che non ha cura della lettura e della preghiera, ma che si distrae in vane conversazioni e che ciò che le aggrada è dire o ascoltare qualcosa di nuovo. […]

Sii portiere del tuo cuore, non lasciare entrare alcun pensiero senza interrogarlo. Interrogali uno per uno, e chiedi a ognuno: Sei del mio partito o del partito degli avversari? Se è della casa, ti colmerà di pace; se è l’avversario, ti agiterà con la collera e ti scuoterà col desiderio. Devi perciò scrutare ogni momento lo stato della tua anima.

Conoscere se stessi vale più dello studio degli astri…

Pseudo-Bernardo

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(XIII secolo?), Le meditazioni necessarie, Il Leone Verde, pp. 17.40

Molti conoscono molto, ma non conoscono se stessi; osservano con attenzione gli altri, ma trascurano di guardare sé. Cercano Dio nelle cose esteriori, ma trascurano l’interiorità, dove invece abita Dio. Ch’io torni dunque dall’esteriorità verso l’interiorità, e ascenda dalle cose inferiori a quelle superiori, affinché possa conoscere donde vengo e dove vado, chi e da cosa sono, così da giungere tramite la conoscenza di me a quella di Dio. Infatti, quanto più mi conosco, tanto più mi avvicino a conoscere Dio […].

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Cosa mi insegna Abramo su dio

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Abramo mi affascina. Essendo lui il credente per antonomasia, colui col quale, quando di fede si giunga a parlare, è necessario fare i conti. Purché non lo si riduca, come capita, a un santo da macchietta, e se ne conservi invece tutto il dramma di una vicenda unica nella storia. Una di quelle vicende che segnano le epoche, poiché a tutte le epoche appartengono. Abramo è l’uomo che apprende la fede dentro la storia dei propri desideri.

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Né con la ragione, né con la forza…

Martin Lutero

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(1483-1546) Preghiera dal “Catechismo breve”

Nel Piccolo Catechismo M. Lutero spiega i “Dieci Comandamenti”, il “Credo Apostolico”, il “Padre Nostro”, i sacramenti del battesimo, dell’altare e la confessione. A proposito del terzo articolo del “Credo” Lutero scrive parole che suonano come una preghiera.

Io credo che non posso, né con la mia propria ragione, né con la mia forza,

credere in Gesù Cristo, mio Signore, o venire a Lui,

ma lo Spirito Santo mi ha chiamato per mezzo del Vangelo,

illuminato con i Suoi doni, santificato e mantenuto nella vera fede,

come Egli chiama tutta la cristianità sulla terra,

la raccoglie, illumina, santifica e mantiene in Gesù Cristo, nell’unica vera fede;

nella quale cristianità Egli rimette ogni giorno e largamente

tutti i peccati a me e a tutti i credenti,

e nell’ultimo giorno risveglierà me e tutti i morti

e mi darà assieme a tutti i credenti,

una vita eterna in Cristo.

Questa è la verità.

 

Prospettive per una spiritualità prossima ventura

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Vorrei accennare oggi a quelle che considero le tre prospettive che, amio parere, segneranno i mutamenti e le trasformazioni prossime venture nell’ambito della spiritualità (e, per ricaduta, quello delle fedi e delle religioni: benché questo percorso si presenterà molto più lungo, complesso e variegato, come sempre accade per le strutture “forti”).

Si tratta di mutamenti già in atto nel linguaggio di chi riflette e soprattutto vive la ricerca spirituale (come detto, qui faccio solo qualche cenno):

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Spiritualità e non-dualità: l’onda e l’oceano

lozano

La vita in pienezza, San Paolo, pp. 38-39

Tra le nuove prospettive della riflessione teologica, quella di Lozano (di cui ho curato la pubblicazione presso la San Paolo) raccoglie un’istanza estremamente interessante e che va sempre più diffondendosi (si pensi a Panikkar o a Knitter…): quella del superamento del dualismo in vista di una forma di spiritualità potremmo dire “integrale”.

La non-dualità è una presenza costante in tutta la realtà. Di quante cose non possiamo affermare che non sono né uno né due, ma, semmai, non-due? L’immagine più citata è quella dell’onda e dell’oceano: una realtà o due? Ma gli esempi sono interminabili: il ramo e l’albero, la cellula e l’organismo, il dito e il corpo… Persino il quarto vangelo presenta l’immagine della vite e dei tralci.

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