Il linguaggio della fede appartiene a chi soffre

J.B. Metz

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Dov’è finito Dio e dove l’uomo?, in Capacità di futuro, Queriniana, pagg. 140-141

[Riguardo al linguaggio religioso] il cristianesimo suggerisce un cambiamento nella questione di partenza. Per il cristianesimo, l’interrogativo di partenza non è “chi parla?”, ma “chi soffre?” Così si interroga la religione, quando si interroga sui soggetti. E anche circa il linguaggio dell’uomo, poiché per essa il linguaggio, il logos, non appartiene in primo luogo a chi pensa, ma a chi soffre.

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