La banalità del male

Uno splendido spezzone dal film di Margaret Von Trotta su Hannah Arendt: il discorso su Eichmann e sul valore umano del “pensiero”. E’ il mio augurio per l’anno nuovo.

Video ripreso dalla pagina youtube di Marino Crivellari.

 

 

Il mondo è in fiamme

Edith stein

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R. Royal, I martiri del XX secolo. Il volto dimenticato della storia del mondo, Ancora, 2002, p. 30

«Vuoi restare fedele al Crocefisso? Rifletti bene. Il mondo è in fiamme… Scegliere Cristo può costarti la vita. Pensa bene a cosa vai incontro. È il cuore del tuo Redentore che ti ama, che ti invita a seguirlo.

Il mondo è in fiamme. Il fuoco può anche bruciare la nostra casa. Ma al di sopra di tutte le fiamme si innalza la croce che nulla può consumare. Essa è il cammino che conduce dalla terra al cielo. Colui che l’abbraccia con fede, con amore e con speranza, viene condotto per mezzo suo in braccio alla Trinità.

Il mondo è in fiamme. Libera il tuo cuore nel compimento fedele dei tuoi voti e il flusso dell’amore divino lo riempirà fino a farlo traboccare e gli farà portare frutto fino ai confini della terra. Senti il gemito dei feriti da est a ovest? Non sei né medico né infermiere e non puoi lenire il loro dolore.

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Essere un cuore pensante

Etty Hillesum

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(1914-1943), Il bene quotidiano

Curato da Lorenzo Gobbi, uscirà nelle librerie a gennaio un “breviario” dagli scritti di Etty Hillesum, di cui anticipiamo un breve testo.

(3 ottobre 1942)

Non c’è alcun poeta in me, c’è solo un frammento di Dio in me che potrà crescere fino a [diventare] un poeta. In un campo, bisogna pure che un poeta ci sia, che da poeta viva questa vita, proprio questa, e in futuro la possa cantare. Questa notte, mentre me ne stavo distesa nella mia cuccetta, attorniata da donne e ragazze che russavano sommessamente, sognavano a voce alta o piangevano silenziosamente e si agitavano, le stesse che durante il giorno dicevano: «non vogliamo pensare, non vogliamo sentire, se no diventiamo pazze», mi trovavo presa, a volte, da una tenerezza infinita, rimanevo sveglia e lasciavo che mi passassero davanti i fatti, le troppe impressioni di un troppo lungo giorno, e pensavo: «lasciate che io possa essere il cuore pensante di questa baracca». Voglio esserlo di nuovo. Vorrei essere il cuore pensante di un intero campo di concentramento. Sto qui distesa, adesso, così paziente e nuovamente calma, e mi sento già un pochino meglio, non forzatamente ma davvero meglio, leggo le lettere di Rilke Su Dio, ogni parola è colma di senso per me, se fosse capitato a me di scriverle, le avrei scritte proprio così e non avrei voluto scriverle in nessun altro modo –

Sento di nuovo in me la forza di andare, non penso più in termini di progetti e di rischi, vada come vada, comunque vada sarà un bene –

[…]

Si dovrebbe pregare, giorno e notte, per queste migliaia. Senza preghiera, non si dovrebbe stare un solo minuto.