Cinquanta cardinali sono già per Scola…

250px-AngeloScola.22-03-2009

Così intitola il Corriere della Sera di quest’oggi. Scola è il cardinale di Milano, legato al movimento di Comunione e Liberazione, strenuo difensore della tradizione e del magistero. Sicuramente rigoroso e nella linea di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. La sua elezione sarebbe con ogni evidenza la conferma di una scelta ecclesiale di vertice molto chiara: sulle questioni di fondo (dogmatica, morale sessuale e familiare, appoggio ai movimenti e all’associazionismo “fedele”) non si transige, né si dialoga. Probabilmente, la continuità si mostrerebbe anche nella direzione di una chiarezza (e rigorosità) di intenti della Chiesa sia nei confronti degli attacchi esterni (dalla pedofilia ai vatileaks) e che verso le tensioni interne (questioni di potere tra Vaticano e CEI, governo “economico”, ecc.).

L’elezione di Scola sarebbe un duro colpo per chi spera in una trasformazione della Chiesa e in un riavvicinamento alla base. E’ davvero di questo che abbiamo bisogno? Ai posteri l’ardua sentenza.

D’altronde, la conclusione del pontificato di Benedetto XVI ha rivelato ancora una volta che la vita e i suoi percorsi sono spesso sorprendenti, più delle ipotesi e delle dietrologie: il Pontefice che più di ogni altro ha lottato contro una certa idea di relativismo (a mio parere senza davvero mai comprendere la post-modernità) ha egli stesso relativizzato il ruolo sacrale del papa; l’uomo che ha governato la Chiesa trascinandosi dietro un fardello di accuse e una continua lapidazione morale, ha rivelato, d’altra parte, con il suo gesto finale, una statura personale e umana ben più alta (almeno a livello di evidenza storica, e sempre a mio modesto parere) rispetto al suo predecessore. E potremmo continuare.

La novità dello Spirito e della vita va ben oltre le nostre piccole idee e ipotesi.