La coscienza del non credente

magritte

Sto scrivendo un po’ troppo su questo papa… Me lo ha detto qualche amico e me lo dico da solo. Ma è possibile evitarlo? In questi giorni, per esempio, come non riflettere su quella che ormai tutti chiamano “Lettera ai non credenti” (e già per questo titolo come si potrebbe non pensare al cardinal Martini, di cui abbiamo celebrato da poco la memoria, un anno dopo la sua morte)? Come non prendere in seria considerazione, per esempio, un’affermazione che in essa è contenuta: “Il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza.” Definizione non certo nuova nella morale cristiana, che conosce l’idea della “coscienza invincibilmente erronea” da lungo tempo. Eppure sembra così innovativo: si pecca quando non si aderisce al giudizio della propria coscienza; quando si vive contro coscienza (contro cultura, quindi, non contro natura: diciamocelo!) ossia, quando non si fa verità in noi stessi.

Continua a leggere “La coscienza del non credente”