La Pasqua… non ce la raccontano giusta

resurrection

Una breve riflessione (come sempre acuta e arguta) sulla resurrezione da parte di don Davide Caldirola, che ringrazio per questo post, che trasformo anche nel mio augurio pasquale  per tutti coloro che con pazienza seguono questo blog da anni.

I pittori non ce la raccontano giusta. Non ce l’ho con loro, per carità, fanno il loro mestiere, e qualcuno lo fa talmente bene che ti strappa l’applauso, ti lascia a bocca aperta, incantato, o addirittura ti commuove fino alle lacrime. E per fare il loro mestiere inventano, meglio sarebbe dire interpretano la realtà a modo loro inseguendo un’idea, un particolare, una rivelazione, un sogno. Sta di fatto che – come dicevo all’inizio – non ce la raccontano giusta. Almeno per quel che riguarda la Pasqua di Gesù. Sono andato avanti per anni a credere che il Signore fosse davvero risorto così: un bell’uomo nerboruto che esce dal sepolcro con lo sguardo fiero e i muscoli in mostra, brandendo una bandiera bicolore che da piccolo pensavo fosse quella della Croce rossa, e più tardi quella del Comune di Milano o di un partito politico. Fino a che ho capito che le cose non sono capitate così. Niente muscoli, niente squilli di tromba, niente bandiere.

E se i pittori ci confondono – occorre dirlo – gli evangelisti non ci aiutano. Ci raccontano la Risurrezione in quattro versioni differenti. I particolari non coincidono, i personaggi si confondono (si capisce solo che ci sono un sacco di Marie), i luoghi e gli avvenimenti si mischiano come un mazzo di carte da scopone scientifico. Su una cosa però i Vangeli concordano, smentendo clamorosamente secoli e secoli di iconografia. La Risurrezione si fa strada piano, poco alla volta, nel cuore degli apostoli. Alla gioia si mescola il turbamento, l’incredulità alla fede, la paura al desiderio di esultare. Troppo bello per essere vero!

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