Finalmente! Oltre il relativismo

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Chi ha letto con attenzione l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium si sarà reso conto che siamo di fronte a una svolta epocale, per diversi aspetti e per precise indicazioni: uno di questi è evidente, non c’è nemmeno bisogno di commentarlo, nella parte che qui riportiamo. Siamo finalmente fuori dalle paludi della paura del relativismo. Speriamo di non tornarci più!

In seno alla Chiesa vi sono innumerevoli questioni intorno alle quali si ricerca e si riflette con grande libertà. Le diverse linee di pensiero filosofico, teologico e pastorale, se si lasciano armonizzare dallo Spirito nel rispetto e nell’amore, possono far crescere la Chiesa, in quanto aiutano ad esplicitare meglio il ricchissimo tesoro della Parola. A quanti sognano una dottrina monolitica difesa da tutti senza sfumature, ciò può sembrare un’imperfetta dispersione. Ma la realtà è che tale varietà aiuta a manifestare e a sviluppare meglio i diversi aspetti dell’inesauribile ricchezza del Vangelo.

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Il rischio di dare un Nome a dio

Louis Massignon

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(1883-1962), Parola data, Adelphi, pp. 296-297

Lucida pagina di uno dei grandi pensatori del dialogo interreligioso, Louis Massignon, profondo studioso dell’Islam, amico di Gandhi e di Charles de Foucauld, dai quali trasse la necessità della ricerca “comune”, sebbene non univoca, del dio unico.

Viene un tempo, per il credente, in cui si fa necessario non più “concepire” Dio ciecamente… ma esplicitarne la nozione, con parole e Nomi. Ben presto, ahimé, questi diventano idoli per vetrine di oggetti di pietà, nel redditizio traffico degli scambi di “valori”. Per fortuna, ogni tanto, Qualcuno saccheggia il banco dei venditori – e fa loro vedere che, al di là delle soluzioni individuali che vengono esibite, le Interrogazioni divine, anche sul terreno semplicemente filosofico, permangono. Le vere Risposte dell’umanità sono le frasi di preghiera che le vengono strappate… non ancora mummificate da funzionari della teologia.

… E’ nel seno di Abramo, al di sopra della Legge, nel sacrificio del “Re di giustizia” in cui Abramo fu benedetto, che tutte le liturgie ispirate dall’implorazione umana ritroveranno il “Dio” unico, principio della loro unità.

Il messaggio dell’imperatore

Franz Kafka

(1883-1924), Da Tutti i racconti, Milano, 1982.

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Che Kafka vada recuperato come una delle più straordinarie figure della spiritualità a cavallo tra XIX e XX secolo è cosa ormai appurata, per chi ne conosce gli scritti un po’ oltre le mode. Mi permetto un suggerimento, per chi non conoscesse il lato mistico dello scrittore praghese: la lettura di quello straordinario diario interiore che sono i “Quaderni in ottavo” (reperibili in Italia in edizione Oscar o per i tipi di SE).

Qui presento un racconto breve, che ha in sé il sapore dell’assoluto: attesa, ricerca, ineffabile.

L’imperatore – così dice la leggenda – ha inviato a te, singolo, miserabile suddito, ombra minuscola fuggita via nelle più remote lontananze dall’abbagliante sole imperiale, a te, proprio a te ha inviato un messaggio dal suo letto di morte.

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