Il dolore delle chiusure

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Riporto qui l’articolo di un amico e autore, Enrico Impalà, pubblicato su http://www.synesio.it, al quale mi associo completamente, anche per una riflessione più globale: che cosa resterà della cultura e della libertà delle voci, quando alcune – di respiro internazionale – perdono persino la possibilità di pronunciarsi? Quello che qui di seguito è denunciato, purtroppo continua ad accadere, con la conseguenza di una perdita di contenuti e di possibilità di dialogo (si pensi alla chiusura di un’altra testata cristiana e dialogante: Il Regno). Ma forse, del dialogo pensante, ormai importa a pochi.  Eppure, ne sono certo, resisterà.

DARE VOCE

di Enrico Impalà

«Rammarico, dolore e sofferenza». Faccio mie le tre parole che Padre Giulio Albanese ha usato per descrivere il suo stato d’animo, dopo la chiusura della Missionary International Service News Agency (MISNA) l’agenzia di informazione da lui fondata nel 1997.

Come non condividere le sue parole? È una scelta fuori dal tempo e dalla storia, in contraddizione con l’inizio dell’Anno della misericordia e con la missione affidata a tutti noi da Papa Francesco: dare voce a chi non ha voce e raccontare le periferie del mondo. Una sfida culturale. E invece, proprio ora, mentre in regioni come la Repubblica Centrafricana, la Somalia, il Congo, succedono cose terribili, la MISNA viene chiusa.

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