DICHIARAZIONE CONGIUNTA in occasione della Commemorazione Congiunta cattolico-luterana della Riforma

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Nel delirio di una rabbia incomprensibile (si leggano i blog violentissimi e volgari della destra cattolica, da Socci in giù, per la quale la storia ormai secolare dell’ecumenismo è come se non fosse mai esistita), riportiamo il testo della dichiarazione congiunta cattolico-luterana, chiaro esempio di come il cammino di pace sia non solo necessario, ma anche possibile.

Lund, 31 ottobre 2016

«Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da sé stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me» (Gv 15,4).

Con cuore riconoscente

Con questa Dichiarazione Congiunta, esprimiamo gioiosa gratitudine a Dio per questo momento di preghiera comune nella Cattedrale di Lund, con cui iniziamo l’anno commemorativo del cinquecentesimo anniversario della Riforma. Cinquant’anni di costante e fruttuoso dialogo ecumenico tra cattolici e luterani ci hanno aiutato a superare molte differenze e hanno approfondito la comprensione e la fiducia tra di noi. Al tempo stesso, ci siamo riavvicinati gli uni agli altri tramite il comune servizio al prossimo, spesso in situazioni di sofferenza e di persecuzione. Attraverso il dialogo e la testimonianza condivisa non siamo più estranei. Anzi, abbiamo imparato che ciò che ci unisce è più grande di ciò che ci divide.

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Un paese lontano, oltre le stelle

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Henry Vaughan (1622-1695) fu poeta metafisico, una delle figure di mistico legate all’ambito protestante (non sempre “amico” della tradizione mistica: per chi vuole approfondire, vedi qui). Nell’attesa dell’incontro di papa Francesco in Svezia a fine mese, ecco un’altra pagina di approccio alla letteratura riformata.

Anima mia, c’è un paese
lontano oltre le stelle
dove si leva un’alata sentinella
perfettamente esperta delle guerre,
laggiù sopra il pericolo e il rumore
la dolce pace siede coronata di sorrisi,
e uno, nato in una mangiatoia
comanda le sue splendide schiere.
Egli è il tuo amico grazioso
e (oh,mia Anima svegliati!)
in puro amore discese
a morire quaggiù per la tua salvezza.
Se tu potessi giungere in quel luogo!
Laggiù cresce il fiore della pace,
la Rosa che non può appassire,
la tua forza, la tua quiete.
Lascia dunque le tue sciocche battaglie,
perché nessuno può offrirti sicurezza
se non chi non muta mai,
il tuo Dio, la tua vita, la tua Cura.

Fede, amore e piacere

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Dal sermone Sulle buone opere (rintracciabile nel volume Opere, Utet, 2004), una pagina di Lutero sul tema della fede intesa come “relazione di amore”. Il 31 ottobre papa Francesco andrà in Svezia per celebrare in comunione con la Chiesa protestante l’inizio delle celebrazioni per i 500 anni della Riforma protestante. Un’occasione per rileggere o leggere per la prima volta qualche pagina della grande storia del protestantesimo, qui in Italia davvero poco conosciuta – e in molti ambiti ancora tristemente considerata “storia di un’eresia”.

Quando un uomo o una donna promette all’altro amore e piacere, e crede ciò fermamente, chi gli insegna il modo di comportarsi, che cosa deve fare o tralasciare, che cosa deve dire, tacere e pensare? La sola fiducia gli insegna tutto ciò, e più di quanto sia necessario. Egli non trova più differenza tra le azioni da compiere, e fa tanto volentieri ciò ch’è grande e durevole, come l’effimero e il poco, e opera con gioia, pace e sicurezza di cuore, ed è un compagno del tutto libero.

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Sulla stupidità

Una breve riflessione sul libro bonhoefferiano LA VITA RESPONSABILE, da me curato in occasione del 70° anniversario del martirio del teologo di Tegel (9 aprile scorso) e registrato per il  sito www.synesio.it su cui pure è stato pubblicato.

Il cristiano ha bisogno dell’altro cristiano

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D. Bonhoeffer, La vita comunitaria dei cristiani

Il cristiano vive completamente della verità della Parola di Dio in Gesù cristo. se gli si chiede: «Dove sono la tua salvezza, la tua beatitudine, la tua giustizia?», egli non può indicare se stesso, ma rinviare alla Parola di Dio in Gesù cristo, che gli concede salvezza, beatitudine, giustizia. egli cerca sempre questa Parola, ovunque possa. Dal momento che ha quotidianamente fame e sete di giustizia, è in ricerca ininterrotta della Parola redentrice. e questa non può che venirgli dal di fuori. in se stesso, egli è povero e morto. L’aiuto deve venirgli dal di fuori, come è venuto e viene ogni giorno, di nuovo, nella Parola di Gesù cristo, che ci porta redenzione, giustizia, innocenza e beatitudine. Questa Parola, Dio però l’ha posta in bocca a esseri umani, affinché sia pronunciata fra gli uomini.

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Né con la ragione, né con la forza…

Martin Lutero

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(1483-1546) Preghiera dal “Catechismo breve”

Nel Piccolo Catechismo M. Lutero spiega i “Dieci Comandamenti”, il “Credo Apostolico”, il “Padre Nostro”, i sacramenti del battesimo, dell’altare e la confessione. A proposito del terzo articolo del “Credo” Lutero scrive parole che suonano come una preghiera.

Io credo che non posso, né con la mia propria ragione, né con la mia forza,

credere in Gesù Cristo, mio Signore, o venire a Lui,

ma lo Spirito Santo mi ha chiamato per mezzo del Vangelo,

illuminato con i Suoi doni, santificato e mantenuto nella vera fede,

come Egli chiama tutta la cristianità sulla terra,

la raccoglie, illumina, santifica e mantiene in Gesù Cristo, nell’unica vera fede;

nella quale cristianità Egli rimette ogni giorno e largamente

tutti i peccati a me e a tutti i credenti,

e nell’ultimo giorno risveglierà me e tutti i morti

e mi darà assieme a tutti i credenti,

una vita eterna in Cristo.

Questa è la verità.

 

Le 95 tesi (1517) che cambiarono l’Occidente

Martin Lutero

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(1483-1546)

“1 – Il nostro Signore e maestro, Gesù Cristo, dicendo: “Fate penitenza ecc.”, volle che la vita tutta dei suoi fedeli fosse una penitenza.

2 – Ciò non può essere inteso come penitenza sacramentale (ossia di confessione e soddisfazione, compiuta mediante il ministero dei sacerdoti.

3 – Non si parla, tuttavia, soltanto di penitenza interiore, perché non esiste penitenza interiore che non produca mortificazioni della carne all’esterno.

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Le armi e la fede

Thomas Müntzer

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(1467ca-1525) Discorso agli insorti di Allstedt, in J. Macek, La Riforma popolare, Firenze, 1973, pagg. 68s.

Le tensioni religiose misero a ferro e fuoco l’Europa post-medievale, mescolando processi di liberazione sociale e di affermazione della vera fede. Uno dei momenti più drammatici fu certamente quello della rivolta guidata da Thomas Müntzer, che fu ripresa anche dalla letteratura a noi contemporanea con le splendide pagine di apertura di “Q”.

Anzitutto il puro timore di Dio, cari fratelli. Quanto ancora dormirete? da quanto tempo avete cessato di professare la volontà di Dio in quanto, secondo voi, egli vi ha abbandonato? Ah! quante volte vi ho detto che così deve essere, che Iddio non può rivelarsi diversamente, dovete star quieti. Se non lo farete, il sacrificio, il vostro dolore straziante sarà stato vano. Voi dovete poi ritornare nuovamente nel dolore. Questo vi dico: se non volete soffrire per Dio, dovete essere martiri del diavolo.

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Il Nulla e l’Eterno

Justus Sieber

(1628-1695)

Einbeck, città natale di Sieber
Einbeck, città natale di Sieber

Soldato, pastore della Chiesa protestante e padre di famiglia (ebbe 16 figli), Justus Sieber (1628-1695) mise a tema nelle sue poesie mistiche il rapporto tra vanità del mondo ed eternità divina, tipico della sua epoca.

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La fede è cristiana, ma la vita?

Johann Arndt

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(1555-1621), I quattro libri del vero cristianesimo (1605), in R. Osculati, Vero cristianesimo, Bari, 1990, pagg. 65ss., passim

Altra grande figura della mistica e della teologia luterana pietista

Caro cristiano lettore, la vita atea ed impenitente di coloro che, riempiendosi la bocca, si gloriano di Cristo e della sua parola e purtuttavia conducono una vita del tutto non cristiana, come se non vivessero nel cristianesimo ma nel paganesimo, dimostra sufficientemente quale grande e vergognoso abuso si faccia del santo evangelo in questo ultimo mondo… non è abbastanza conoscere la parola di Dio, ma si deve pure condurla ad esercizio vivo e pratico

I cristiani ora vogliono avere un Cristo prestante, magnifico, ricco, mondano; ma nessuno vuole possedere il Cristo povero, mite, umile, disprezzato, basso, né riconoscerlo, né seguirlo… Poiché ognuno si chiama cristiano, ma non compie nulla di cristiano, il Cristo ne viene negato, disprezzato, schernito, calunniato, fustigato, crocifisso, abbattuto ed ucciso

Dove non c’è la vita di Cristo, colà non c’è neppure Cristo, anche se ci si gloria ancora talmente della fede e della dottrina. Infatti che cosa è mai la fede cristiana, senza una vita cristiana? Un albero senza frutti… Dove infatti c’è la vera fede, colà c’è Cristo e la sua vita santa. E dove attraverso la fede non si segue Cristo nella sua vita, colà non c’è fede, né Cristo, ma è spazzata via e negata. […]

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