I due testi più antichi sul celibato dei preti

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I due seguenti sono tra i più vecchi testi di tipo giuridico, a noi giunti, sull’obbligo del celibato per vescovi, preti e diaconi. Il primo è certamente il canone più antico che conosciamo. Il secondo, il più antico testo di un papa sull’argomento. La ragione del celibato è qui, chiaramente, legata alla purità rituale nell’ambito della sessualità, e non ad argomenti quali la dedizione totale alla Chiesa e al ministero (argomento più legato alla tradizione dei testi di san Paolo) o alla forma imitativa del celibato di Cristo.

 

1. Sinodo di Elvira (300ca) cann. 27.33

“Can. 27 – Il vescovo, o qualunque altro chierico, tenga presso di sé soltanto una sorella o una figlia vergine consacrata a Dio; è stato stabilito che non tenga presso di sé un’estranea.

Can. 33 – E’ stato stabilito per i vescovi, i presbiteri e i diaconi, come per tutti i chierici che hanno un ministero: si astengano dalle proprie mogli e non generino figli: chiunque lo avrà fatto sia allontanato dallo stato clericale.”

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