Dialogo, rispetto

Un breve video intenso, creato attorno a parole di papa Francesco: un esempio di cosa significa dialogo fra le religioni, rispetto dell’altro, ricerca della verità. Ma anche un esempio di comunicazione efficace del messaggio della fede e delle fedi, in mezzo a tante pseudoverità gridate. Mentre si avvicina la settimana per l’unità dei cristiani e per il dialogo interreligioso.

La pietra e la fionda

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Salvatore Quasimodo, 1946

Me l’ha ricordata un amico, la ripropongo qui. In questi giorni di riflessioni convulse. Perché la violenza, Caino, è sempre violenza. Sempre.

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

In questo turbine della nostra storia, ha davvero senso parlare di pace? E in che modo, e a quale prezzo?

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Quattordici anni fa, il cardinale Martini scriveva un discorso, poco dopo gli eventi dell’11  settembre. Sembra che nulla sia cambiato, anzi, che la spirale innescata sia senza fine. Molte cose allora dette, restano una meditazione attualissima. (per il discorso intero, clicca qui).

[…]

I fatti li conosciamo: gravissimi attentati terroristici che rivelano una capacità inaudita di odio e fanatismo, che si serve di tecnologie raffinate e si nutre di forme finora inedite di fondamentalismo civile e religioso (pensiamo a tutti gli aspiranti suicidi). Agli attentati è seguita un’azione di caccia ai terroristi che è sfociata in una guerra in Afghanistan. In questi ultimi giorni, poi, si sono moltiplicati vergognosi attentati suicidi contro cittadini inermi in Israele, a cui hanno fatto seguito ritorsioni e azioni militari in Palestina, in luoghi dove ormai da anni c’è un crescendo di violenza di cui non si vede la fine.

1. Uno sguardo al vangelo (lc 13,1-5)

Questi fatti ci addolorano, ci interpellano, ci sconvolgono. Pensiamo con dolore agli innumerevoli morti, ai feriti che porteranno per tutta la vita il segno della tragedia, alle famiglie distrutte, ai milioni di profughi, al pianto dei bambini mutilati. Nascono molte domande, ipotesi, inquietudini. Domande di carattere umano e religioso e anche di carattere politico. Si vorrebbe capire, giudicare, vedere come agire per farla finita con il terrorismo, la paura, la guerra, come operare seriamente per una pace duratura.

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