Dio non butta via niente

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di Davide Caldirola

Stavo pensando a che postare per fare gli auguri a tutti, quando un caro amico (che è anche un delicato scrittore e che molti che seguono il blog conoscono bene) mi ha inviato questo suo testo. Ho pensato che non potevo fare di meglio che riportarlo. Auguri, dunque!

Bussò alla cella dell’abate Anselmo, una gelida mattina di dicembre, il giovane monaco Bastiano, un converso impacciato e zelante, noto per la sua devozione e per qualche scrupolo di troppo. “È permesso?”, chiese educatamente, inciampando nel gradino della soglia. “Ancora qui?”, fece di rimando l’abate, alzando lo sguardo dallo scrittoio sul quale giaceva aperto il libro del profeta Isaia. Non proprio incoraggiato dalla rude risposta del superiore, Bastiano balbettò generiche parole di scusa, e si affrettò a spiegare il motivo della visita. “Perdoni, reverendo padre, ma mi ritrovo in una grande angoscia. Siamo ormai prossimi alla festa della nascita di Cristo – pochi giorni soltanto – ma io non sento più il Natale. Mi pare di essere diventato un miscredente, un ateo, un senza Dio. Né le dolci parole dei salmi, né i canti melodiosi e le musiche, le luci e i presepi, e neppure le piccole e frequenti rinunce sembrano destare il mio spirito. Mi sento vuoto, distante, perduto”. L’abate Anselmo lo guardò al di sopra delle lenti da presbite, e senza prestargli molta attenzione gli rispose soltanto: “Sei stato troppo tempo chiuso in cella. Esci per strada, gira la città, e impara dalla vita. Poi torna da me, e racconta”.

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