Chiesa e fascismo: una lucida testimonianza

Giuseppe Donati

(1889-1931) Lettera a Salvemini, 1927, in Archivio Gaetano Salvemini

Una delle figure che rischiano di essere dimenticate è certamente quella del giornalista e politico Donati; antifascista (al punto da essere tra i perseguitati ed esiliati soprattutto per i suoi duri attacchi a Mussolini dopo la morte di Matteotti, amico di Sturzo, ma anche di Salvemini; uomo di coraggio e dialogo, oltre che di formidabile lucidità politica e di fede.

Una grave difficoltà per me sta in questo: non voglio assolutamente tacere nulla della verità, e perciò in parecchi punti, i fatti danno ragione a chi ritiene il Vaticano troppo compromesso; ma se ammetto questo di fronte ad un lettore cattolico estero, che non ha tempo di riflettere a tante sottigliezze politiche, di fatto, vengo a procurarmi l’effetto opposto a quello che mi propongo. In altri termini, io vorrei poter convincere i cattolici esteri miei eventuali lettori di due cose: 1) che la grande massa dei cattolici italiani è giustamente antifascista per ragioni d’ordine morale e politico insieme; 2) che il Vaticano si barcamena… ma non può essere fascista. Dicendo: non può, riconosco che esiste la corrente cattolica fascista, però contesto a questa il diritto di rappresentare in tutta questa faccenda, sia il pensiero politico dei cattolici italiani, sia i veri interessi religiosi della Chiesa.

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