Cosa resta di una politica cristiana (3)

Giuseppe Toniolo

(1845-1918) Democrazia Cristiana. Concetti e indirizzi, i, in Opera omnia, iii, ii, Città del Vaticano, 1949: programma sociale della democrazia cristiana (1899).

Una pagina che è straordinaria lezione (dimenticata?) di modernità cristiana e coscienza civile

1. Noi vogliamo l’organizzazione graduale della società in associazioni professionali corporative autonome, generali ed ufficiali. Tutti i cittadini appartenenti alla stessa professione o a gruppi di professioni analoghe si riuniscano insieme, conservando individualmente la loro funzione economica… per trattare insieme e regolare i rapporti reciproci e tutelare gli interessi comuni. Perciò chiediamo allo Stato e a tutti gli enti pubblici minori che favoriscano in tutti i modi questa tendenza all’organizzazione corporativa, specialmente lasciando piena libertà e dando il riconoscimento giuridico alle unioni professionali che sotto l’azione dell’iniziativa privata verranno formandosi.

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Cosa resta di una politica cristiana (1)

Romolo Murri

(1870-1944) in Cultura sociale, 193, 10 gennaio 1906: l’antinomia del cristianesimo democratico.

Il dibattito politico attuale ha, tra i suoi vari temi (spesso drammatici) quello delle alleanze e del ruolo dei cristiani nella democrazia. Vale la pena tornare a rileggere alcuni dei padri fondatori della relazione tra vita cristiana e vita democratica. Oggi riporto un testo di Romolo Murri, sacerdote e uomo politico di inizio xx secolo, scomunicato nel 1909 proprio per la sua attività politica, giudicata contraria al volere del Vaticano.

“[Si evidenzia] assai chiaramente l’antinomia che molti hanno rinvenuto nella democrazia cristiana; antinomia d’un programma politico che fa appello al cristianesimo, d’un cristianesimo che si affigge l’etichetta politica di democratico.

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