Il bene è ricchezza vicendevole

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dal sito http://www.anacoreti.it

Da Detti inediti dei padri del deserto, Bose 1992

Un eremita aveva sotto di sé un altro eremita che abitava in una cella distante dieci miglia. Il suo pensiero gli disse: “Chiama il fratello perché venga a prendere il pane”. Ma poi pensò: “Devo imporre al fratello una fatica di dieci miglia per del pane? Andrò io a portarglielo”. Prese il pane e si diresse verso la cella del fratello. Lungo la strada, inciampò in una pietra, si ferì un piede e versò molto sangue. Cominciò a gridare per il dolore e subito gli apparve un angelo che gli disse: “Perché piangi?”.

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Monaci e cultura. Una sfida

Viktor Josef Dammertz

(1929- ) La risposta dei monaci alle sfide delle culture di oggi, in AA.VV., La vita monastica. Vita nello Spirito Santo alla luce delle sfide di oggi, Parma 1991.

monachesimo

Ancora nei giorni scorsi, cenando con amici, qualcuno ha estratto dal solito cilindro la solita domanda: a che cosa servono i monaci e le suore di clausura? La risposta non è mai semplice, soprattutto quando una domanda è mal posta: infatti, proprio perché sfugge alla logica dell’utilitarismo contemporaneo, il monachesimo e la claustralità, non producono una risposta efficace a una domanda che radicalmente è una critica apriori. Una formulazione meno banale della domanda, è quella che segue.

Possono e devono i monaci come monaci, come comunità monastiche con la loro particolare indole e missione nella generale struttura della Chiesa, prestare un loro specifico contributo in questo esigente programma della Chiesa, di sanare o almeno attenuare la frattura esistente tra il Vangelo e le culture? Interrogando la storia apprendiamo che fra i monaci ci sono state sempre due tendenze opposte, e che in certi tempi l’una, in altre epoche l’altra parte, ha avuto la prevalenza, senza però eliminare completamente la tensione. All’inizio del monachesimo c’era senza dubbio la fuga mundi, oggi diremmo: la critica della cultura. I Padri del deserto voltavano le spalle al mondo ed a tutto ciò che l’uomo aveva in esso creato, quindi alla cultura. Essi cercavano la solitudine: nella natura selvaggia e incolta, nel deserto, volevano essere soli con Dio. Ma essi non potevano impedire che il mondo che essi avevano fuggito li seguisse nel deserto, che gli uomini andassero da loro a chiedere consiglio e direttive per la loro vita in mezzo al mondo.

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