Padri spirituali, figli spirituali

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da: Detti inediti dei Padri del deserto, Bose 1992

Non è l’età a garantire la capacità di guida spirituale, ma la misericordia.  Così questo racconto dei padri del deserto.

Vi era un anacoreta, un uomo di grande discernimento, che desiderava abitare alle Celle e non trovava una cella pronta. Un altro anziano che aveva una cella in disparte vuota, venuto a conoscenza del desiderio dell’anacoreta lo supplicò di venire a stabilirsi in quella cella finché non avesse trovata un’altra. L’anacoreta vi andò e vi si stabilì. Alcuni anziani del luogo cominciarono a fargli visita, come fosse un ospite e ciascuno gli portava quel che poteva. Egli li accoglieva e li ospitava. Ma l’anziano che gli aveva dato la cella cominciò a provare invidia e a parlar male di lui dicendo: “Io sono rimasto qui per tanti anni, praticando una severa ascesi e nessuno veniva da me e questo impostore è qui da pochi giorni ed ecco sono venuti da lui!”. E disse al suo discepolo: “Va’ a dirgli: “Va’ via di qui perché ho bisogno della cella””.

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Un vero pastore

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Opera di un autore per noi rimasto anonimo, i Racconti di un pellegrino russo furono composti a metà del XIX secolo, e restano a tutt’oggi fra le pagine più profonde di sempre sulla preghiera e sulla meditazione interiore, a metà tra Oriente e Occidente.

In una limpida giornata d’estate vidi a qualche distanza dal sentiero un cimitero, o meglio doveva trattarsi di una comunità parrocchiale con la chiesa, le case dei servi del culto e il cimitero. Le campane suonavano per l’ufficio; mi affrettai verso la chiesa. Anche le persone di là vi si stavano dirigendo; ma molti sedevano sull’erba prima di entrare in chiesa e, vedendo che io mi affrettavo, mi dicevano: – Cosa vuoi correre? Hai tempo, hai tempo; il servizio è lentissimo, il prete è malato e poi è un posapiano di quelli… In realtà la liturgia non si svolgeva molto in fretta; il prete, giovane ma pallido e secco, celebrava lentamente, con pietà e sentimento; alla fine della Messa pronunciò un’ottima predica sui mezzi per acquistare l’amore di Dio. Il prete mi invitò a mangiare con lui.

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Il bene è ricchezza vicendevole

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dal sito http://www.anacoreti.it

Da Detti inediti dei padri del deserto, Bose 1992

Un eremita aveva sotto di sé un altro eremita che abitava in una cella distante dieci miglia. Il suo pensiero gli disse: “Chiama il fratello perché venga a prendere il pane”. Ma poi pensò: “Devo imporre al fratello una fatica di dieci miglia per del pane? Andrò io a portarglielo”. Prese il pane e si diresse verso la cella del fratello. Lungo la strada, inciampò in una pietra, si ferì un piede e versò molto sangue. Cominciò a gridare per il dolore e subito gli apparve un angelo che gli disse: “Perché piangi?”.

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Prego Dio che mi liberi da Dio

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Una delle pagine più famose e complesse e intense e geniali… di colui che ha reinventato la teologia mistica cristiana d’Occidente, Meister Eckhart.

Noi diciamo dunque che l’uomo deve essere così povero da non avere, e non essere, alcun luogo in cui Dio possa operare. Quando l’uomo mantiene un luogo, mantiene anche una differenza. Perciò prego Dio che mi liberi da Dio, perché il mio essere essenziale è al di sopra di Dio, in quanto noi concepiamo Dio come inizio delle creature. In quell’essere di Dio, però, in cui Egli è al di sopra di ogni essere e di ogni differenza, là ero io stesso, volevo me stesso e conoscevo me stesso, per creare questo uomo che io sono. Perciò io sono causa originaria di me stesso secondo il mio essere, che è eterno, e non secondo il mio divenire, che è temporale. Perciò io sono non nato, e, secondo il modo del mio non esser nato, non posso mai morire. Secondo il modo del mio non esser nato, io sono stato in eterno, e sono ora, e rimarrò in eterno.

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Il mondo è in fiamme

Edith stein

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R. Royal, I martiri del XX secolo. Il volto dimenticato della storia del mondo, Ancora, 2002, p. 30

«Vuoi restare fedele al Crocefisso? Rifletti bene. Il mondo è in fiamme… Scegliere Cristo può costarti la vita. Pensa bene a cosa vai incontro. È il cuore del tuo Redentore che ti ama, che ti invita a seguirlo.

Il mondo è in fiamme. Il fuoco può anche bruciare la nostra casa. Ma al di sopra di tutte le fiamme si innalza la croce che nulla può consumare. Essa è il cammino che conduce dalla terra al cielo. Colui che l’abbraccia con fede, con amore e con speranza, viene condotto per mezzo suo in braccio alla Trinità.

Il mondo è in fiamme. Libera il tuo cuore nel compimento fedele dei tuoi voti e il flusso dell’amore divino lo riempirà fino a farlo traboccare e gli farà portare frutto fino ai confini della terra. Senti il gemito dei feriti da est a ovest? Non sei né medico né infermiere e non puoi lenire il loro dolore.

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Visione del Sacro Cuore

Margherita Maria Alacoque

Santa M.M.A.

(1647-1690), Autobiografia, Apostolato della Preghiera Edizioni

La descrizione della visione che divenne punto di riferimento per il culto del Sacro Cuore. Il rapporto tra amore di Dio e peccato dell’uomo

Dalla sua [di Cristo] sacra Umanità si sprigionavano fiamme, ma soprattutto dal suo costato… e il suo amantissimo e amabilissimo Cuore ne era la sorgente Fu allora che mi svelò le meraviglie inenarrabili del suo puro amore e fino a quale eccesso l’aveva portato: ad amare gli uomini da cui non riceveva che ingratitudine e indifferenza… Tu almeno cerca di supplire per quanto ti è possibile alla loro ingratitudine. Io sarò la tua forza, non temere: ma sta’ attenta a ciò che ti domando per disporti alla realizzazione dei miei disegni. Innanzitutto mi riceverai nel SS. Sacramento tutte le volte che te lo permetterà l’obbedienza, per quante mortificazioni e umiliazioni te ne vengano… Ti comunicherai pure tutti i primi venerdì d’ogni mese, e tutte le notti dal giovedì al venerdì ti farò partecipare alla tristezza mortale che volli soffrire nell’orto degli ulivi.

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