Il dolore delle chiusure

logo_misna_devevivere

Riporto qui l’articolo di un amico e autore, Enrico Impalà, pubblicato su http://www.synesio.it, al quale mi associo completamente, anche per una riflessione più globale: che cosa resterà della cultura e della libertà delle voci, quando alcune – di respiro internazionale – perdono persino la possibilità di pronunciarsi? Quello che qui di seguito è denunciato, purtroppo continua ad accadere, con la conseguenza di una perdita di contenuti e di possibilità di dialogo (si pensi alla chiusura di un’altra testata cristiana e dialogante: Il Regno). Ma forse, del dialogo pensante, ormai importa a pochi.  Eppure, ne sono certo, resisterà.

DARE VOCE

di Enrico Impalà

«Rammarico, dolore e sofferenza». Faccio mie le tre parole che Padre Giulio Albanese ha usato per descrivere il suo stato d’animo, dopo la chiusura della Missionary International Service News Agency (MISNA) l’agenzia di informazione da lui fondata nel 1997.

Come non condividere le sue parole? È una scelta fuori dal tempo e dalla storia, in contraddizione con l’inizio dell’Anno della misericordia e con la missione affidata a tutti noi da Papa Francesco: dare voce a chi non ha voce e raccontare le periferie del mondo. Una sfida culturale. E invece, proprio ora, mentre in regioni come la Repubblica Centrafricana, la Somalia, il Congo, succedono cose terribili, la MISNA viene chiusa.

Continua a leggere “Il dolore delle chiusure”

L’essenza del sacerdozio

Marie-Dominique Chenu

Congar e Chenu insieme
Congar e Chenu insieme

(1895-1990) Il sacerdozio dei preti (1954)

Se è stato messo in causa il sacerdozio [dei preti operai], ciò è avvenuto in virtù di una definizione che si presenta così formulata: il sacerdozio è una professione che comporta delle funzioni essenziali: e cioè l’adorazione della preghiera, la celebrazione del sacrificio della messa, l’amministrazione dei sacramenti, l’insegnamento catechistico e pastorale. E’ ovvio che, se si tengono presenti i termini suddetti, il sacerdozio dei preti operai non può sembrare altro che un sacerdozio depauperato, dal momento che essi, non avendo in cura una comunità cristiana costituita, non hanno modo di esercitare continuamente questa o quella delle funzioni indicate.

Continua a leggere “L’essenza del sacerdozio”

L’uomo “solo” e “i casi seri” della vita e della morte

Hans Urs von Balthasar

(1905-1988), Cordula, Brescia, 1968, passim: il caso serio della vita e della morte.

Moriamo soli. Mentre la vita, fin dal seno materno, è sempre comunione, tanto che un io umano isolato non può né nascere, né sussistere, e nemmeno essere immaginato, la morte sospende per un momento senza tempo proprio la legge della comunione. Gli uomini possono accompagnare fino all’estrema soglia il morente, che può anche sentirsi accompagnato, soprattutto se è la comunità dei santi ad accompagnarlo nella fede in Cristo; tuttavia valicherà la stretta porta solo ed isolato. La solitudine spiega ciò che la morte è attualmente: la conseguenza del peccato (Rm 5, 12); cercare ciò che essa altrimenti potrebbe essere, è ozioso.

Continua a leggere “L’uomo “solo” e “i casi seri” della vita e della morte”