DICHIARAZIONE CONGIUNTA in occasione della Commemorazione Congiunta cattolico-luterana della Riforma

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Nel delirio di una rabbia incomprensibile (si leggano i blog violentissimi e volgari della destra cattolica, da Socci in giù, per la quale la storia ormai secolare dell’ecumenismo è come se non fosse mai esistita), riportiamo il testo della dichiarazione congiunta cattolico-luterana, chiaro esempio di come il cammino di pace sia non solo necessario, ma anche possibile.

Lund, 31 ottobre 2016

«Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da sé stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me» (Gv 15,4).

Con cuore riconoscente

Con questa Dichiarazione Congiunta, esprimiamo gioiosa gratitudine a Dio per questo momento di preghiera comune nella Cattedrale di Lund, con cui iniziamo l’anno commemorativo del cinquecentesimo anniversario della Riforma. Cinquant’anni di costante e fruttuoso dialogo ecumenico tra cattolici e luterani ci hanno aiutato a superare molte differenze e hanno approfondito la comprensione e la fiducia tra di noi. Al tempo stesso, ci siamo riavvicinati gli uni agli altri tramite il comune servizio al prossimo, spesso in situazioni di sofferenza e di persecuzione. Attraverso il dialogo e la testimonianza condivisa non siamo più estranei. Anzi, abbiamo imparato che ciò che ci unisce è più grande di ciò che ci divide.

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Fede, amore e piacere

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Dal sermone Sulle buone opere (rintracciabile nel volume Opere, Utet, 2004), una pagina di Lutero sul tema della fede intesa come “relazione di amore”. Il 31 ottobre papa Francesco andrà in Svezia per celebrare in comunione con la Chiesa protestante l’inizio delle celebrazioni per i 500 anni della Riforma protestante. Un’occasione per rileggere o leggere per la prima volta qualche pagina della grande storia del protestantesimo, qui in Italia davvero poco conosciuta – e in molti ambiti ancora tristemente considerata “storia di un’eresia”.

Quando un uomo o una donna promette all’altro amore e piacere, e crede ciò fermamente, chi gli insegna il modo di comportarsi, che cosa deve fare o tralasciare, che cosa deve dire, tacere e pensare? La sola fiducia gli insegna tutto ciò, e più di quanto sia necessario. Egli non trova più differenza tra le azioni da compiere, e fa tanto volentieri ciò ch’è grande e durevole, come l’effimero e il poco, e opera con gioia, pace e sicurezza di cuore, ed è un compagno del tutto libero.

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Il peccato di Adamo, il mio e il rimedio

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Testo amato dal giovane Lutero, e inizialmente attribuito a Taulero, quello dell’Anonimo Francofortese è uno dei “libelli spirituali” più interessanti del XV secolo. Modernissimo, per alcuni versi, come in questa pagina sul peccato originale.

Cosa fece Adamo? Si dice che sia caduto o andato in perdizione per aver mangiato la mela. Io dico invece che ciò avvenne per essersi egli attribuito, per il suo “io”, “me”, ” a me”, “mio”, e simili. Se avesse mangiato sette mele ma non vi fosse stata appropriazione, non sarebbe caduto. Invece, avendo preteso che tutto fosse  suo, allora cadde, e l’avrebbe fatto anche se non avesse morso alcuna mela.

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Né con la ragione, né con la forza…

Martin Lutero

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(1483-1546) Preghiera dal “Catechismo breve”

Nel Piccolo Catechismo M. Lutero spiega i “Dieci Comandamenti”, il “Credo Apostolico”, il “Padre Nostro”, i sacramenti del battesimo, dell’altare e la confessione. A proposito del terzo articolo del “Credo” Lutero scrive parole che suonano come una preghiera.

Io credo che non posso, né con la mia propria ragione, né con la mia forza,

credere in Gesù Cristo, mio Signore, o venire a Lui,

ma lo Spirito Santo mi ha chiamato per mezzo del Vangelo,

illuminato con i Suoi doni, santificato e mantenuto nella vera fede,

come Egli chiama tutta la cristianità sulla terra,

la raccoglie, illumina, santifica e mantiene in Gesù Cristo, nell’unica vera fede;

nella quale cristianità Egli rimette ogni giorno e largamente

tutti i peccati a me e a tutti i credenti,

e nell’ultimo giorno risveglierà me e tutti i morti

e mi darà assieme a tutti i credenti,

una vita eterna in Cristo.

Questa è la verità.

 

Le 95 tesi (1517) che cambiarono l’Occidente

Martin Lutero

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(1483-1546)

“1 – Il nostro Signore e maestro, Gesù Cristo, dicendo: “Fate penitenza ecc.”, volle che la vita tutta dei suoi fedeli fosse una penitenza.

2 – Ciò non può essere inteso come penitenza sacramentale (ossia di confessione e soddisfazione, compiuta mediante il ministero dei sacerdoti.

3 – Non si parla, tuttavia, soltanto di penitenza interiore, perché non esiste penitenza interiore che non produca mortificazioni della carne all’esterno.

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