Non prevalebunt, non prevarranno

fiammella

Ieri, pranzando con amici, e commentando l’ennesimo caso di “malachiesa” che vedeva coinvolto un prelato romano nelle dinamiche infinite che l’avidità propone, qualcuno mi consigliava di aprire un “foglio” in più nel mio blog in cui raccogliere quotidianamente le tristi vicende per le quali, citando il profeta, “il nome di Dio è maledetto tra i popoli per causa nostra”… Dei titoli per una tale rubrica, a un certo punto è emerso quello che apre questo post: Non prevalebunt. Non prevarranno. Chi? E su cosa?

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IOR. Ossia: qualcosa si muove davvero

santa marta

La riforma è cominciata. Non con grandi proclami (non sarebbe nello stile del nuovo Papa), ma con semplici indicazioni, apparentemente banali, ma che cominciano a pesare come macigni. D’altronde, molti cardinali – soprattutto non italiani- auspicavano ben prima del Conclave un’azione precisa e netta, che potesse dare fiato a un’istituzione ecclesiale sempre più nel mirino di sospetti e accuse. Non è un caso che, come riporta Il Sole24Ore: «Durante le congregazioni generali che precedono il Conclave che eleggerà Papa Bergoglio, molti cardinali criticano la gestione dello Ior: l’arcivescovo di Vienna Cristoph Schoenborn, ne propone apertamente l’abolizione.»

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