Che cosa è la meditazione

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Jiddu Krishnamurti (1895-1986)

La meditazione non è qualcosa di diverso dalla vita quotidiana; non rintanatevi in un angolo della stanza a meditare dieci minuti per poi andare a fare i macellai, e non solo in senso metaforico.

La meditazione è una delle cose più serie. Potete meditare tutto il giorno, in ufficio, con la famiglia, quando dite a qualcuno: «Ti amo», mentre osservate i vostri figli. Ma poi gli insegnate a divenire soldati, a uccidere, a identificarsi con la nazione, a venerare la bandiera, li educate a entrare in questa trappola del mondo moderno.

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Abbracciando l’universo

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dalle Upanishad (Upanishad del Signore)

5. Quello si muove, Quello non si muove
Quello è lontano, Quello è vicino
Quello è all’interno di questo, di ogni cosa
Quello è all’esterno di questo, di ogni cosa.

6. Colui che vede
tutti gli esseri nel Sé
e vede il Sé in tutti gli esseri,
questi non odia nessuno.

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Chi sono i beati?

adi Shankara

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(VIII sec. d.C.) Dhanyastakam, cit. in http://www.gianfrancobertagni.it

1. La vera conoscenza è quella che pacifica definitivamente i sensi: essa è ciò che, secondo l’autentico significato accertato nelle Upanisad, si deve realizzare. Beati sono coloro totalmente assorti, in questo mondo, nella Realtà suprema; gli altri, invece, errano nel regno dell’illusione.

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Luce e tenebre

Mohandas K. Gandhi

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Gandhi commenta la Bhagavad Gita, Edizioni Mediterranee, pp. 74ss

Se un uomo è incapace di sentire dentro di sé il divino canto, può almeno ascoltare le buone canzoni cantate da altri. […]

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Gandhi, su Gesù di Nazaret

 

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«Potrei raccontarvi quanto un profano come me sia stato colpito dalla storia di Cristo, come viene narrata nel Nuovo Testamento. La mia conoscenza della Bibbia iniziò quasi quarantacinque anni fa, proprio attraverso il Nuovo Testamento… Quando, leggendo il Nuovo Testamento, arrivai al Discorso della Montagna, iniziai a capire l’insegnamento cristiano; il messaggio del Discorso della Montagna mi ricordava qualcosa che avevo appreso durante l’infanzia, qualcosa che sembrava essere parte del mio essere…

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Krsna descrive se stesso

Krishna_and_Arjun_on_the_chariot,_Mahabharata,_18th-19th_century,_India

(III sec. a.C.) Baghavad Gita, 10, passim

Ascolta e ti rivelerò alcune manifestazioni della Mia Gloria Divina, ma solo le più maestose, Arjuna, poiché non c’è mai fine alle Mie manifestazioni.

Io sono il Sé che risiede nel cuore di tutti gli esseri.

Io sono l’inizio, il mezzo e la fine di tutto ciò che vive. […]
Tra gli alberi Io sono l’albero della vita, e tra profeti celestiali Narada.

Tra i celesti musicisti (Gandharva), sono Chitraratha; e tra i saggi sulla terra, sono Kapila.
Tra i cavalli, Io sono il cavallo di Indra, e tra gli elefanti Io sono il suo elefante Airavata.

Tra gli uomini Io sono il re degli uomini. […]

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I gradi dell’elevazione dell’uomo

Baghavad Gita (III sec. a.C. ?)

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Nella Baghavad Gita, il poema indù, Krsna parla ad Arjuna, simbolo dell’uomo che deve combattere la battaglia per la propria liberazione. A lui il dio indica i vari gradi con cui può elevarsi fino alla moksa, la salvezza di chi è infine liberato.

In me solamente riponi l’animo tuo,

in me fa che il tuo intelletto dimori;
in me soltanto tu dimorerai,
allora non soffrirai più di insicurezze.
Se poi non sei capace di fissare il tuo pensiero su di me stabilmente,
cerca almeno di attingermi con l’esercizio della concentrazione.
Se sei incapace anche di questo, dell’esercizio di concentrazione
fa’ in modo che la tua opera sia a me rivolta;
anche compiendo azioni, se hai me come fine, potrai ottenere il compimento.
E se tu non sei capace di fare neppure questo,
puoi cercare rifugio nell’azione offerta a me,
con il tuo sé sottomesso, rinuncia al frutto di ogni azione.
Migliore è la conoscenza che la pratica della concentrazione,
però alla conoscenza è superiore la meditazione,
alla meditazione è superiore la rinuncia al frutto dell’azione,
e alla rinuncia segue immediatamente la pace.

Il germe d’oro – preghiera indu

Dagli Atharva-Veda
Prajapati
Prajapati

E’ lui, quel germe d’oro, sorgente di tutte le cose;

appena nato fu l’unico signore di ciò che esiste.

Egli dà il respiro, la potenza, il vigore;

dà il comando che tutti gli dèi seguono;

ombra di lui è l’immortalità e la morte.

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Per la Verità…

loto

Da Mille sentenze indiane, a cura di P.E. Pavolini, Sansoni

Comincio da oggi a postare anche testi mistici di altre religioni. Completando, nello spirito del “pellegrinaggio” tra le fedi, il senso di questo mio blog.

Per la Verità la terra si regge, per la Verità risplende il sole, per la Verità soffia il vento: ogni cosa è fondata sulla Verità.

Le strofe di un buon poeta versano un’onda di miele nell’orecchio, anche se non se ne intendono i pregi: una ghirlanda di gelsomini incanta la vista anche se non se ne sente il profumo.

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