Il bene e l’oggi

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Mi è capitato varie volte, negli ultimi tempi, di chiacchierare sul valore del quotidiano: nella vita, nell’arte, nella nostra società. Etty Hillesum, Simone Weil, Hanna Arendt, del rapporto tra pensiero e vita quotidiana (la vita “vera”, quella delle persone che lavorano, soffrono, educano…) hanno fatto il centro del loro pensiero. Simone Weil, questa stessa “quotidianità” (che non è banalità e ripetitività, ma ascolto delle “cose della vita e del mondo”) l’ha quasi disperatamente cercata, diventando operaia, attivista, quasi sforzandosi di fare i conti con tutto ciò che, per natura, non era.

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Consigli di lettura 2

1) Il libro per chi ha poco tempo, ma voglia di qualcosa di “forte”…

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S. Weil, L’amore di Dio prima che venga Dio, San Paolo – € 7,90 (ebook € 4,99)

Abbiamo da poco celebrato il 70° anniversario della morte (31 agosto 1943) di questa straordinaria protagonista del pensiero e della spiritualità del secolo scorso, vero incrocio tra il pensiero greco, ebraico e cristiano. In questo volume, in una mia traduzione che spero efficace, alcune delle sue riflessioni più significative sull’amore di Dio: “La forma velata dell’amore precede necessariamente la presenza di Dio e, spesso, regna essa sola nell’anima per lungo tempo; per molti, forse fino alla morte. Questo amore velato può attingere a gradi elevatissimi di purezza e di forza. Ogni forma di cui questo amore è suscettibile, nel momento in cui tocca l’anima, ha la virtù di un sacramento”.

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Ti aiuterò, o Dio, a non spezzarti…

Etty Hillesum

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Il bene quotidiano. Trad. Roberto Gobbi. Di prossima pubblicazione (San Paolo)

(12 luglio 1942)

Questi sono tempi spaventosi, mio Dio. Questa notte è stata la prima volta che sono rimasta con gli occhi sbarrati, insonne, nel buio, e così tante immagini di sofferenza umana mi passavano davanti. Ti prometterò una cosa, Dio, una piccolissima cosa soltanto: non appenderò al presente, come altrettanti pesi, le mie preoccupazioni per il futuro, anche se ciò richiede una certa disciplina. Ogni giorno porta già abbastanza da se stesso. Ti aiuterò, Dio, a non spezzarti in me, ma non posso garantirti nulla da ora in poi. Una cosa, però, mi si fa sempre più chiara: che tu non ci puoi aiutare, ma siamo noi che dobbiamo aiutare te e facendo questo, alla fine, aiutiamo noi stessi.

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Essere un cuore pensante

Etty Hillesum

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(1914-1943), Il bene quotidiano

Curato da Lorenzo Gobbi, uscirà nelle librerie a gennaio un “breviario” dagli scritti di Etty Hillesum, di cui anticipiamo un breve testo.

(3 ottobre 1942)

Non c’è alcun poeta in me, c’è solo un frammento di Dio in me che potrà crescere fino a [diventare] un poeta. In un campo, bisogna pure che un poeta ci sia, che da poeta viva questa vita, proprio questa, e in futuro la possa cantare. Questa notte, mentre me ne stavo distesa nella mia cuccetta, attorniata da donne e ragazze che russavano sommessamente, sognavano a voce alta o piangevano silenziosamente e si agitavano, le stesse che durante il giorno dicevano: «non vogliamo pensare, non vogliamo sentire, se no diventiamo pazze», mi trovavo presa, a volte, da una tenerezza infinita, rimanevo sveglia e lasciavo che mi passassero davanti i fatti, le troppe impressioni di un troppo lungo giorno, e pensavo: «lasciate che io possa essere il cuore pensante di questa baracca». Voglio esserlo di nuovo. Vorrei essere il cuore pensante di un intero campo di concentramento. Sto qui distesa, adesso, così paziente e nuovamente calma, e mi sento già un pochino meglio, non forzatamente ma davvero meglio, leggo le lettere di Rilke Su Dio, ogni parola è colma di senso per me, se fosse capitato a me di scriverle, le avrei scritte proprio così e non avrei voluto scriverle in nessun altro modo –

Sento di nuovo in me la forza di andare, non penso più in termini di progetti e di rischi, vada come vada, comunque vada sarà un bene –

[…]

Si dovrebbe pregare, giorno e notte, per queste migliaia. Senza preghiera, non si dovrebbe stare un solo minuto.