SOFRONIO EUSEBIO GEROLAMO (SAN GEROLAMO)

gerolamo

(347ca-420ca) Ep. Xxii

Il famoso brano in cui Gerolamo si accusa di essere ancora più amante di Cicerone che di Cristo.

“Ti voglio narrare la storia della mia infelicità.

Era da molti anni che avevo eliminato casa, genitori, sorella, parenti e, ciò che è più difficile, la consuetudine a lauti pranzi, a causa del regno dei cieli, e me ne ero andato a Gerusalemme, per militare (in Cristo). Ma non avevo saputo staccarmi dalla biblioteca che avevo messa insieme con gran fatica e passione a Roma. Così, io, misero, digiunavo per andare a leggere Cicerone! Dopo molte notti di veglia, dopo aver versato lacrime che il ricordo dei miei peccati trascorsi faceva sorgere dal più profondo del mio cuore, prendevo tra le mani Plauto! Se talvolta, chino su me stesso, cominciavo a leggere un profeta, lo stile disadorno mi inorridiva; e poiché, con i miei ciechi occhi, non vedevo la luce, non davo la colpa ai miei occhi, ma al sole.

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