Galantino, la politica e una Chiesa… “ingerente”?

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Ho lasciato passare un po’ di giorni, per far sì che si stemperassero le polemiche “di pancia” (ma sono soltanto io a esserne stufo?) e provare a riflettere in maniera serena. Delle frasi di monsignor Galantino si è detto di tutto e di più (salvo le scuse e le smentite dei media stessi cattolici – purtroppo uno su tutti, cui sono anche affezionato). Ed ecco qui la parte finale del discorso del presidente della CEI su De Gasperi, che mi sembra un interessante punto di partenza per le discussioni politiche presenti e necessariamente future. L’impressione è che la Chiesa gerarchica stia ancora cercando un linguaggio nuovo per dialogare con le istituzioni (e spero che più che di parole,  questo linguaggio sia fatto in futuro di segni e di gesti). 

«La politica non è forse quella che siamo stati abituati a vedere oggi, vale a dire un puzzle di ambizioni personali all’interno di un piccolo harem di cooptati e di furbi. La politica è ben altro, ma per comprenderlo è inutile prodursi in interminabili analisi sociologiche o in lamentazioni, quando è possibile guardare a esempi come quello degasperiano. I veri politici segnano la storia ed è con la storia che vanno giudicati, perché solo da quella prospettiva che non è mai comoda, si possono percepire grandezze e miserie dell’umanità.

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Un credente e il senso della politica

Nel confuso dibattito politico, forse dà un poco di respiro questo breve video di un uomo che non aveva mai smesso di pensare (cristianamente e politicamente)

Tratto da youtube – Stefano Madella