A sbagliar Dio…

2610
dal sito http://www.venilia.it

Una breve pagina di padre David Maria Turoldo (da Anche Dio è infelice, San Paolo), vecchia di più di trent’anni, che sembra scritta ieri.

Di fatto, nel profondo, il problema non è Dio, ma è: in quale Dio credere. Credere in un Dio sbagliato è il più grande disastro che possa capitare: tanto più se capita a tutta una religione e a tutta una civiltà. Allora saranno sbagliate tutta la religione e la civiltà. Una situazione che oggi si fa sempre più grave; e non solo per via dell’islamismo e i nazionalismi sempre più dirompenti (e sempre intrecciati a fanatismi religiosi e razziali), ma pure per forme aberranti di “fideismi” anche cristiani: aspetto che è ancora più avvilente in quanto, se c’è un problema posto da Cristo alla fede, è precisamente quello di Dio: è sulla conflittualità del concetto di Dio che Cristo verrà condannato e ucciso. A sbagliare Dio, è sempre l’uomo che paga.

Continua a leggere “A sbagliar Dio…”

Annunci

La morte di Ipazia

365px-Hypatia_(Charles_William_Mitchell)

 

Damascio, Vita di Isidoro, citato in Fozio, Bibliotheca

La  fine di Ipazia è uno dei moniti a ogni religione che rischia di trasformarsi in assolutismo ideologico.

«Ipazia nacque ad Alessandria dove fu allevata e istruita. Poiché aveva più intelligenza del padre, non fu soddisfatta dalla sua conoscenza delle scienze matematiche e volle dedicarsi anche allo studio della filosofia. La donna era solita indossare il mantello del filosofo e andare nel centro della città. Commentava pubblicamente Platone, Aristotele, o i lavori di qualche altro filosofo per tutti coloro che desiderassero ascoltarla.

Continua a leggere “La morte di Ipazia”

Voltaire, la religione, la tolleranza del diverso

voltaire

(1694-1778), Trattato sulla tolleranza

Una pagina profonda, che ogni fondamentalista di ogni religione dovrebbe ancora oggi rileggere, conclusa con una preghiera che ancora oggi ha la sua forza.

“Non abbisogna una grande arte, né un linguaggio forbito, per provare che i cristiani debbano tollerarsi vicendevolmente. E aggiungo: tutti gli uomini sono da considerarsi nostri fratelli. Come? mio fratello il turco? mio fratello il cinese? l’ebreo? il siamese? Sì senz’altro. Non siamo forse figli dello stesso padre e creature dello stesso Dio? […]

Continua a leggere “Voltaire, la religione, la tolleranza del diverso”