Liturgia, devozione e dogma

Lambert Beauduin

(1873-1960) La Pietà della Chiesa (1914): ritrovare la liturgia per ritrovare il dogma.

Da Ritorno alla liturgia, Roma, 1989, pagg. 222s.

Tale è la legge primordiale della santità degli uomini. Per tutti, dotti ed ignoranti, ragazzi ed adulti, secolari e religiosi, cristiani dei primi secoli e cristiani del secolo XX, attivi e contemplativi, la partecipazione la più attiva e la più frequente alla vita sacerdotale della gerarchia visibile, a seconda delle modalità stabilite da essa nel suo canone liturgico, costituisce il regime normale ed infallibile che assicurerà nella Chiesa di Cristo una pietà solida, sana, abbondante e veramente cattolica, che farà di noi, in tutta la forza dell’antica e così cristiana espressione, i figli di Nostra Santa Madre Chiesa. […]

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Liturgia e vita spirituale

Maurice Festugière

altardrawing

 

(1870-1950) La liturgia cattolica (1913)

Noi troviamo la liturgia radicalmente ignorata dal protestantesimo e disconosciuta da esso, generalmente frustrata dagli ierologi cattolici dal luogo al quale ha diritto nell’economia del cattolicesimo; e, di conseguenza, il campo dell’esperienza religiosa cattolica ristretto e privato d’una parte dei raggi che dovrebbero illuminarlo. Non è in nome di una pietà venerabile, ma della scienza della vita cattolica, in nome della biologia spirituale del cattolicesimo, che noi protestiamo. […]

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Una liturgia con l’uomo al centro

Romano Guardini

(1885-1968) Lo spirito della liturgia, Brescia, 1987, pagg. 17ss: liturgia e uomo spirituale

Il significato della liturgia deve pertanto essere meglio definito. E innanzitutto è da stabilire in quale rapporto esso stia con la vita religiosa non liturgica. Lo scopo prossimo e specifico della liturgia non è quello di dar espressione al culto individuale di Dio: essa non deve edificare il singolo come tale, suscitare ed educare la sua vita religiosa. Nella liturgia non è il singolo che agisce e che prega. E neppure il complesso di una molteplicità di persone, come potrebbe essere la riunione in una chiesa di una “comunità”, quale mera unità nel tempo, nello spazio, nei sentimenti. Il soggetto, l’io della liturgia è piuttosto l’unione della comunità credente come tale, è qualcosa che trascende la semplice somma dei singoli credenti, è insomma, la Chiesa.

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