Il testamento di un Papa

apostoli

Sto concludendo in questi giorni la lettura dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, e sento necessario fermarmi a fare qualche riflessione su questo testo che ha accompagnato i miei (confesso, sempre pochi) momenti di meditazione.

1. Innanzitutto, non leggevo per intera una lettera magisteriale dai tempi della Redemptor Hominis (acccidenti, da più di 30 anni!). Semplicemente perché questo genere di testi mi annoiava e mi annoia. Limite mio, probabilmente, ma che con questa lettera non si è ripresentato. Anzi! Dopo aver fatto uso, per la mia meditazione personale, negli ultimi mesi, di testi di Tich Naht Hahn, del commento di Gandhi alla Baghavad Gita, del Diario della beata Angela da Foligno… mi sono trovato a meditare sul libro di un Papa.

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Finalmente! Oltre il relativismo

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Chi ha letto con attenzione l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium si sarà reso conto che siamo di fronte a una svolta epocale, per diversi aspetti e per precise indicazioni: uno di questi è evidente, non c’è nemmeno bisogno di commentarlo, nella parte che qui riportiamo. Siamo finalmente fuori dalle paludi della paura del relativismo. Speriamo di non tornarci più!

In seno alla Chiesa vi sono innumerevoli questioni intorno alle quali si ricerca e si riflette con grande libertà. Le diverse linee di pensiero filosofico, teologico e pastorale, se si lasciano armonizzare dallo Spirito nel rispetto e nell’amore, possono far crescere la Chiesa, in quanto aiutano ad esplicitare meglio il ricchissimo tesoro della Parola. A quanti sognano una dottrina monolitica difesa da tutti senza sfumature, ciò può sembrare un’imperfetta dispersione. Ma la realtà è che tale varietà aiuta a manifestare e a sviluppare meglio i diversi aspetti dell’inesauribile ricchezza del Vangelo.

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Le parole sono pietre

evangelii gaudium

E’ la settimana dell’esortazione apostolica di papa Francesco ed è inevitabile parlarne. Innanzitutto è il primo ampio documento completamente di suo pugno (l’enciclica precedente era “a metà” con papa Ratzinger) e quindi era attesa, giustamente, come una sorta di documento programmatico. Da questo punto di vista non ha deluso. I temi trattati e accennati, anche spradicamente, in questi mesi ci sono tutti, legati da un filo rosso che, se non è soprendente, dimostra una coerenza che va al di là di ogni discorso banale: il profondo legame che il papa sente tra il tema della gioia e quello della carità. Due argomenti di cui ultimamente la nostra società sembra davvero povera e verso i quali appare debole e irrisolta. Più la gioia, paradossalmente, che la carità: ci sono sempre più volti cupi e sempre più “coltivazioni di rancore, rabbia, violenza”. Ma non volevo parlare di questo.

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