Enzo Bianchi e qualche affermazione che fa discutere

enzo bianchi

Un’intervista fatta da Silvia Ronchey al Priore di Bose e pubblicata da La Repubblica (a tema islam, persecuzioni, ruolo delle donne, dialogo interreligioso, accoglienza o rifiuto dello straniero…) sta facendo discutere non poco, riaprendo l’annoso dibattito sulle “due anime” del cattolicesimo attuale (quella della conservazione e quella dell’apertura). Eccone uno stralcio. Per l’intervista completa clicca qui.

Ronchey: I popoli sono in marcia e un’ibridazione, che la si voglia o no, dovrà avvenire, perché questa è la storia. Il che pone anche specifici problemi sociali come quello del ruolo della donna: l’islam impone il velo, ma non trovi che anche nella chiesa cristiana ci sia un ritardo?

Bianchi: «Si dice sbrigativamente che certi musulmani siano ancora nel medioevo. Ma il velo completo per le suore di clausura è stato abolito solo nel 1982. È molto recente la presa di coscienza della pari dignità della donna e dell’uomo nel cristianesimo, che non ha ancora nemmeno il linguaggio per esprimerla.

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Il Sinodo e i nemici

Rompo il silenzio per postare questo commento di Enzo Bianchi, tra le migliori cose lette in questo periodo.

bose

Kokoschka, Hans Tietze and Erica Tietze, 1909

Da La Stampa, 12 ottobre 2014

Subito dopo l’elezione di papa Francesco, il cardinal Ravasi dichiarò: “C’è un respiro nuovo che aspettavamo”. Oggi, dopo venti mesi di pontificato, possiamo dire che si è creato un altro clima nel tessuto ecclesiale: un clima di libertà di parola nel quale con parresia ogni cattolico, vescovo o semplice fedele, può lasciar parlare la propria coscienza e dire quello che pensa, senza essere subito messo a tacere, censurato o addirittura punito, come avveniva negli ultimi decenni. Questo non significa clima idilliaco, perché conflitti anche aspri sono presenti in seno alla chiesa – come del resto è testimoniato già negli scritti del Nuovo Testamento – ma se questi sono vissuti senza scomuniche reciproche, se ciascuno ascolta le ragioni dell’altro senza fare di lui un nemico, se tutti hanno cura di mantenere la comunione, allora anche i conflitti sono fecondi e servono ad approfondire e a meglio dar ragione delle speranze che abitano il cuore dei cristiani.

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