Le guide spirituali e coloro che “seguono”

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L’inizio della Regola pastorale [I,1] di Gregorio Magno (540 ca-604) è una lucida lettura su ciò che un pastore di anime non può e non deve essere, a ragione della grandezza del proprio compito di “guida delle anime”; e, insieme, è una denuncia spietata dell’uso del potere spirituale e delle conseguenze su coloro che sono gudati.

Non c’è arte che uno possa presumere di insegnare se non dopo averla appresa attraverso uno studio attento e meditato. Quanta è dunque la temerarietà con cui gli ignoranti assumono il magistero pastorale, dal momento che il governo delle anime è l’arte delle arti. Chi non sa che le ferite dei pensieri sono più nascoste di quelle delle viscere? E tuttavia si dà spesso il caso di persone che non conoscono neppure le regole della vita spirituale ma non temono di professarsi medici dell’anima, mentre chi ignora la virtù terapeutica delle medicine si vergognerebbe di passare per medico del corpo. Ma poiché ormai per volontà di Dio ogni autorità del secolo presente si inchina con riverenza di fronte alla religione, non sono pochi coloro che dentro la Santa Chiesa aspirano alla gloria di una dignità dietro l’apparenza del governo delle anime.

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Padri spirituali, figli spirituali

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da: Detti inediti dei Padri del deserto, Bose 1992

Non è l’età a garantire la capacità di guida spirituale, ma la misericordia.  Così questo racconto dei padri del deserto.

Vi era un anacoreta, un uomo di grande discernimento, che desiderava abitare alle Celle e non trovava una cella pronta. Un altro anziano che aveva una cella in disparte vuota, venuto a conoscenza del desiderio dell’anacoreta lo supplicò di venire a stabilirsi in quella cella finché non avesse trovata un’altra. L’anacoreta vi andò e vi si stabilì. Alcuni anziani del luogo cominciarono a fargli visita, come fosse un ospite e ciascuno gli portava quel che poteva. Egli li accoglieva e li ospitava. Ma l’anziano che gli aveva dato la cella cominciò a provare invidia e a parlar male di lui dicendo: “Io sono rimasto qui per tanti anni, praticando una severa ascesi e nessuno veniva da me e questo impostore è qui da pochi giorni ed ecco sono venuti da lui!”. E disse al suo discepolo: “Va’ a dirgli: “Va’ via di qui perché ho bisogno della cella””.

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Anche l’amore spirituale ha i suoi rischi

Angela da Foligno

1992. Angela da Foligno. Matita di Angela Bruschi. http://www.giovannabruschi.it/galleria/mistica
1992. Angela da Foligno. Matita di Giovanna Bruschi. http://www.giovannabruschi.it/galleria/mistica

(1248-1309), Libro della beata Angela da Foligno raccolto dal suo confessore

Testo, a mio parere, di grande saggezza spirituale, che molte guide di anime dovrebbero tener presente.

“Non v’è nulla al mondo, né uomo né diavolo né alcuna cosa, che io consideri così sospetta come l’amore, ché questo penetra l’anima più che qualunque altra cosa. Non esiste nulla che tanto occupi e leghi il cuore come l’amore. Perciò, a meno di non avere quelle armi che la governano, facilmente l’anima precipita con immensa rovina. Questo non dico dell’amore cattivo, che da tutti deve essere sfuggito come cosa diabolica e assai pericolosa; ma dell’amore buono, spirituale, che corre tra Dio e l’anima, tra prossimo e prossimo.

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