Gli editti di re Asaoka

ilchiam

Pierre-Françoise de Béthune, L’ospitalità, San Paolo, p. 129

Il re Asaoka (buddista indiano del III secolo a.C.) fece incidere degli Editti sulle colonne innalzate in tutte le Province del suo regno. Possiamo leggervi tra gli altri questo:

“La fede di tutti gli altri deve essere rispettata per l’una o l’altra ragione. Onorandoli, si esalta la propria fede e, nello stesso tempo, si rende servizio alla fede degli altri. […] Perché se un uomo esalta la sua fede e ne denigra un’altra, pensando di agire così con devozione e glorificare così la propria tradizione spirituale, in realtà gli fa torto. […] Il re desidera che gli uomini di tutte le tradizioni conoscano la fede degli altri e acquistino così una dottrina solida. […] Lo scopo di queste misure è la promozione della fede particolare di ciascuno e la glorificazione del Dharma” (Editto XII).

Continua a leggere “Gli editti di re Asaoka”

Spiritualità e non-dualità: l’onda e l’oceano

lozano

La vita in pienezza, San Paolo, pp. 38-39

Tra le nuove prospettive della riflessione teologica, quella di Lozano (di cui ho curato la pubblicazione presso la San Paolo) raccoglie un’istanza estremamente interessante e che va sempre più diffondendosi (si pensi a Panikkar o a Knitter…): quella del superamento del dualismo in vista di una forma di spiritualità potremmo dire “integrale”.

La non-dualità è una presenza costante in tutta la realtà. Di quante cose non possiamo affermare che non sono né uno né due, ma, semmai, non-due? L’immagine più citata è quella dell’onda e dell’oceano: una realtà o due? Ma gli esempi sono interminabili: il ramo e l’albero, la cellula e l’organismo, il dito e il corpo… Persino il quarto vangelo presenta l’immagine della vite e dei tralci.

Continua a leggere “Spiritualità e non-dualità: l’onda e l’oceano”

La prima preghiera di Abramo

Louis Massignon

massignon

(1883-1962) Parola data, Adelphi, pagg. 271-272

Una pagina straordinaria, sulla relazione tra le fedi e sulla paradossale preminenza della preghiera d’intercessione per chi è fuori da ogni fede scritta da una delle grandi figure del dialogo interreligioso e interculturale. Personalmente ne sono rimasto folgorato.

Una In questo momento in cui lo spavento che ci nasconde l’approssimarsi della nostra fine ultima ci fa voltare indietro verso le nostre origini, in questo momento in cui l’avvelenata malizia dei nostri dissensi ci obbliga a cercare i nostri comuni antenati, è cosa saggia riprendere, a uno a uno, gli anelli della catena spirituale dei testimoni puri da cui dipendiamo…: essi ci riconducono ad Abramo, con tanta più forza quanto più il nostro caso è senza speranza.

Continua a leggere “La prima preghiera di Abramo”

Gandhi, su Gesù di Nazaret

 

gandhi 18

«Potrei raccontarvi quanto un profano come me sia stato colpito dalla storia di Cristo, come viene narrata nel Nuovo Testamento. La mia conoscenza della Bibbia iniziò quasi quarantacinque anni fa, proprio attraverso il Nuovo Testamento… Quando, leggendo il Nuovo Testamento, arrivai al Discorso della Montagna, iniziai a capire l’insegnamento cristiano; il messaggio del Discorso della Montagna mi ricordava qualcosa che avevo appreso durante l’infanzia, qualcosa che sembrava essere parte del mio essere…

Continua a leggere “Gandhi, su Gesù di Nazaret”

Il papa che vorrei (ci provo anch’io)

1338874951_1291375637_fumata-nera

Un paio di fumate nere, e i pronostici già si annullano e si ripropongono. Mi chiedo anch’io, come vorrei fosse il nuovo pontefice, quale agenda mi piacerebbe proporgli. E’ un gioco, in qualche modo, fruttuoso almeno quando e se permette di riflettere con un poco di serietà sulla propria personale visione del futuro della Chiesa.

Continua a leggere “Il papa che vorrei (ci provo anch’io)”

Il Vangelo e le altre religioni

Pierre-François de Béthune

20080304_FOTO_solidariet_mani_d0

L’ospitalità. La strada sacra delle religioni, San Paolo, 2012

Pierre-François de Béthune ha scritto uno splendido libro sul dialogo interreligioso (intrareligioso, lo chiamerebbe Panikkar). In una delle pagine più intense, commenta in questo modo il brano evangelico dell’invio dei discepoli in missione:

“Quando Gesù invia i suoi discepoli ad annunciare a loro volta il Regno che viene, ingiunge loro di presentarsi sprovvisti di tutto e nella necessità di essere accolti.

Se domanda loro di non prendere niente con sé, «né oro, né argento, né borsa per il cammino, né due tuniche, né sandali, né bastone», non è per invitare i missionari a essere distaccati; è perché si presentino dipendenti dalla buona volontà dei loro ospiti, perché siano costretti a domandare il vitto e l’alloggio. Ordina loro di entrare nella casa, di dire: Pace a questa casa. E: «Rimanete in quella casa mangiando e bevendo quello che vi sarà dato». E’ ugualmente prevista l’eventualità di una non accoglienza. Essa fa parte dell’esperienza, perché l’ospitalità non è un diritto per il discepolo, ma sempre l’oggetto di un’umile richiesta.

Continua a leggere “Il Vangelo e le altre religioni”

Un centro per il dialogo interreligioso a Vienna

“Il 26 novembre, a Vienna verrà ufficialmente inaugurato il «King Abdullah Bin Abdulaziz International Centre for Interreligious and Intercultural Dialogue» (KAICIID), una istituzione indipendente, riconosciuta dalle Nazioni Unite, con la finalità di promuovere il dialogo fra le religioni mondiali e le culture”.

Fondata per volontà del re di Arabia, Abdullah Bin Adbulaziz, che dà il nome al centro, è un’istituzione voluta da tre nazioni, il Regno d’Arabia appunto, la Spagna e l’Austria.

“Tale consiglio si è riunito il 31 ottobre a Vienna, con la presenza di alti rappresentanti dei ministri degli Esteri dei tre Stati fondatori.La Santa Sede, informa la Radiovaticana, è stata invitata a partecipare all’iniziativa, ed ha accettato di svolgere il ruolo di «Founding Observer – Osservatore fondatore» del Centro. La Chiesa cattolica sarà rappresentata nel «Board of Directors», che comprende personalità di alto livello delle principali religioni: ebraismo, cristianesimo, islam, induismo e buddismo”.

Per altre informazioni, clicca qui.

Cosa pensa Benedetto XVI della Gaudium et Spes

Nell’introduzione al libro che raccoglierà gli scritti ratzingeriani sul Concilio, di prossima uscita (a novembre per i tipi dell’editore Herder e a cusa dell’arcivescovo Gerhard L. Müller, prefetto della congregazione per la dottrina della fede),  il Papa indica con chiarezza alcune sue riflessioni sulla riuscita e sui limiti del Vaticano II. Tra le cose meno efficaci, cita la Gaudium et Spes (tra le efficaci, Nostra Aetate (rapporto con gli Ebrei) e Dignitatis Humanae (libertà religiosa).

Vale la pena leggere integralmente il testo che certamente obbliga a non poche riflessioni. Qui si seguito citiamo solo il passo che riguarda la Costituzione sulla Chiesa nel mondo contemporaneo.

Continua a leggere “Cosa pensa Benedetto XVI della Gaudium et Spes”