Scienza e fede. Un progetto mistico

Pierre Teilhard de Chardin

(1881-1955) Il fenomeno umano, Milano, 1968, pagg. 382ss.

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Pagina straordinaria e profetica. Indimenticabile.

In apparenza, la terra moderna è nata da un movimento antireligioso. L’uomo che basta a se stesso. La ragione che sostituisce la fede. La nostra generazione, ed anche le due precedenti, hanno solo sentito parlare di conflitto tra fede e scienza. tanto che, ad un dato momento, si è potuto avere la sensazione che la scienza fosse destinata a sostituire la fede.

Ora, più la tensione si prolunga e più il conflitto sembra doversi risolvere in forma del tutto diversa: un equilibrio che non sia un’eliminazione o una dualità, ma una sintesi. Dopo quasi due secoli di lotte appassionate, né la scienza né la fede sono riuscite a diminuirsi l’un l’altra. Al contrario, diventa evidente che l’una non potrebbe normalmente svilupparsi senza l’altra: e ciò per il semplice fatto che una stessa vita le anima entrambe. Infatti, la scienza non può giungere agli estremi limiti del suo slancio e delle sue costruzioni senza colorarsi di mistica e caricarsi di fede.

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La croce e il cosmo (anzi, la cosmogenesi)

Pierre Teilhard de Chardin

(1881-1955)

 

Nel suo blog, Cyberteologia, padre A. Spadaro riportava giorni or sono un intervento al sinodo di mons. Ägidius Johann Zsifkovics, Vescovo di Eisenstadt (Austria). Il tema dell’intervento era il recupero della memoria profetica e attualissima di Teilhard de Chardin. Approfittiamo della circostanza per proporre un testo del grande scienziato e teologo, la sua ultima lettera (la traduzione è nostra).

Venerdì Santo, 1955

Rev.do Padre e Amico,

ho ricevuto la vostra del 4 aprile e rispondo in questo giorno predestinato. Il senso della croce… Non ho nulla di essenziale da aggiungere alle poche pagine che vi ho inviato nel settembre del 1952: «Ciò che il mondo attende dalla Chiesa di Dio: una generalizzazione e un approfondimento del senso della Croce».

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In che Cristo credono i cristiani?

Leonardo Boff

(1938- ) Gesù Cristo Liberatore, Assisi 1976, pp. 238-240

La cristologia ieri e oggi tenta di rispondere alla domanda “chi è Gesù”. Domandare: chi sei? significa indagare un mistero. Le persone non si lasciano definire né inquadrare dentro nessuna situazione. Domandare: chi sei tu, Gesù Cristo, per noi oggi? significa confrontare la nostra esistenza con la sua e sentirsi sfidati dalla sua persona, dal suo messaggio e dal significato che si sprigiona dal suo comportamento.

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Il punto centrale della storia è Cristo

Oscar Cullmann

(1902- 1999), Cristo e il tempo, Bologna, 1965, pagg. 106s.

La linea biblica del tempo si divide, come abbiamo visto, in tre parti: tempo anteriore alla creazione; tempo compreso tra la creazione e la Parusia; tempo posteriore alla Parusia. A questa divisione tripartita, che mantiene sempre intatto il suo valore, si sovrappone, già nel giudaismo, la divisione bipartita, proveniente dal parsismo, fra l’eone presente e quello futuro. In questa divisione bipartita giudaica tutto è visto nel segno dell’avvenire. Il centro stesso di questa linea è costituito dalla futura venuta del Messia, dall’avvento dell’era messianica della salvezza con tutti i miracoli che la caratterizzano. E’ là per il giudaismo la grande cesura della storia intera che rimane divisa in due metà. In altre parole, per il giudaismo, il centro della linea, vale a dire la salvezza, si trova nell’avvenire.

L’elemento cronologicamente nuovo apportato da Cristo alla fede del cristianesimo primitivo consiste nel fatto che, dopo la Pasqua, il centro non si trova più, per il credente, nell’avvenire Questa è una verità di immensa portata e tutte le altre considerazioni sul fluire del tempo, perdono, per la Chiesa primitiva, qualsiasi valore di rilievo alla luce di questa affermazione semplicemente rivoluzionaria, fatta propria da tutto il cristianesimo primitivo: il centro della storia è già raggiunto.