Tra Apollo, Cristo e Mitra…

Mentre ringrazio Italia Medievale e il Museo Archeologico di Milano, che hanno ospitato la presentazione del mio libro, posto questo video che Maurizio Calì e i suoi collaboratori hanno girato durante l’incontro.

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Cristo e/o Costantino

santo imperatore

Mi permetto di invitare chi potrà e vorrà alla presentazione del mio libro sull’imperatore Costantino e sulla svolta che produsse nella comprensione del cristianesimo (che ha ancora ricadute sull’oggi). E  qui di seguito un breve brano dal libro.

«Siamo figli di una cultura che fa coprire braccia e gambe nude nelle cattedrali, ma che non ha alcuna vergogna a unire croce e guerre, nell’immaginario e, non ne dubitiamo, nel sogno di molti. Un doloroso esempio di questa confusione che ci portiamo appresso nelle cose di Chiesa? È persino troppo facile: il momento che più incisivo resta nella memoria dell’ultimo secolo cristiano non è il Concilio Vaticano II (la maggioranza di coloro che si dicono credenti probabilmente neppure sa quando venne celebrato, o quali documenti vi furono prodotti, e quali scelte straordinariamente innovative che dovrebbero fare da guida per ciascuno), ma il funerale di Giovanni Paolo II. Ebbene, chi avesse posato attentamente il proprio sguardo su quell’evento, non avrebbe evitato di notare come le prime file della celebrazione fossero occupate dai potenti del mondo. Molti di loro erano donne e uomini dalle mani sporche di sangue. Lo si tacque, allora, e non lo si dice volentieri oggi.

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Il sogno che cambiò l’Occidente

EUSEBIO DI CESAREA

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(265-340ca), La vita di Costantino, i, in M. Simonetti, Letteratura cristiana antica, ii, Casale Monferrato, 1996, 113ss.

Ecco la versione del sogno di Costantino secondo il racconto di Eusebio, che l’imperatore conobbe personalmente. Del sogno, le versioni (molto diverse l’una dall’altra) sono almeno tre.

“Mentre l’imperatore era assorto in preghiera e rivolgeva in tutta sincerità la sua supplica, gli apparve un segno divino veramente straordinario, al quale non sarebbe certo facile credere se fosse stato un altro a parlarne. Ma poiché il vittorioso imperatore in persona, molto tempo dopo, quando cioè fummo onorati della sua amicizia e della sua familiarità, rivelò l’accaduto direttamente a noi, che siamo gli autori della presente opera, e poiché egli stesso confermò con solenni giuramenti le sue parole, chi mai potrebbe nutrire tanti dubbi da non prestar fede all’intiera vicenda?…

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