Il carisma del vescovo Ambrogio

AURELIO AGOSTINO

AGOSTINO

(354-430) Confessioni, vi, iii, 3-4

 “(…) lo stesso Ambrogio era per me un uomo qualsiasi, fortunato secondo l’opinione comune, perché onorato da tanti notabili: soltanto il suo celibato mi sembrava faticoso. Della speranza che coltivava, delle lotte che sosteneva contro tentazioni forti quanto lui, delle consolazioni nelle avversità, della sapida gioia che provava nel ruminare nella bocca del suo cuore il tuo pane, non avevo nessuna comprensione. Ed egli ignorava le mie tempeste ed il pericolo da cui rischiavo di restare intrappolato.

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Il senso della fede secondo Magdi Allam

allam battesimo

Ci ho pensato a lungo se scrivere o meno qualcosa sulla questione Magdi Allam, perché in questo blog vorrei evitare, in genere, di entrare in polemica con chicchessia. Ma ho deciso, alla fine, di scrivere qualcosa non tanto per parlare del personaggio (che a mio parere non meritava attenzione quando ha sbandierato al mondo una sedicente conversione mediatica e non la merita ora che afferma di considerare conclusa la sua esperienza nel cattolicesimo (il testo con cui dà questo annuncio è leggibile qui), quanto per sottolineare alcuni temi che, dalla lettera pubblicata su Il Giornale, svelano un’idea di conversione e di cattolicesimo (ma anche di cristianesimo) che mi sembra persin poco definire tragica e drammatica, se dovesse prendere piede.

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Il racconto autobiografico della conversione del fondatore dei Gesuiti

Ignazio di Loyola

ignazio

(1491ca-1556), Racconto di un pellegrino

Quando li leggeva più volte, per un tratto restava conquistato da ciò che vi era scritto. Ma quando smetteva di leggerli, talvolta si soffermava a pensare alle cose che aveva letto, mentre altre volte a quelle del mondo che prima teneva di solito nella mente. Tra le molte vanità che gli si presentavano, un pensiero lo teneva a tal punto soggiogato per due, tre o quattro ore: figurandosi, cioè, cosa dovesse fare al servigio di una dama, che mezzi avrebbe usato per raggiungere il paese dove lei abitava, le frasi e le parole che avrebbe compiuto per lei. Si esaltava tanto con questi pensieri che non badava all’impossibilità dell’impresa; infatti, quella signora non era una nobile qualunque, e neppure una contessa o una duchessa, ma il suo era più elevato di qualunque altro rango di quelle.

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Islam e cristianesimo. Paure e conversioni.

Il Sinodo sull’evangelizzazione, apertosi il 7 ottobre, è ormai alle fasi importanti. Una delle tematiche più sentite è certamente quella del rapporto con l’Islam nei Paesi a maggioranza musulmana. Di questo tema fa ampia sintesi Sandro Magister nel suo sito, cui rimandiamo per chi voglia approfondire la questione. Da quella pagina ci permettiamo qui di riprendere e commentare un paio di interventi di vescovi su questo tema:

1) Mons. Paul Desfarges, vescovo di Constantine, in Algeria ha affermato: “In alcuni dei nostri paesi abbiamo la grazia di accogliere fedeli che provengono da famiglie musulmane. In generale, essi erano tormentati interiormente già da tempo. Questi nuovi discepoli sono talvolta rifiutati dalle loro famiglie o comunque obbligati a mantenere una grandissima discrezione. Con il tempo, scoprono tuttavia che la loro storia spirituale con Dio è iniziata molto prima della conversione e che lo Spirito li ha guidati attraverso questa o quella persona musulmana del proprio ambiente che incarnava valori spirituali e umani. Questi discepoli ci ricordano, anch’essi, che il dialogo della vita è al centro della testimonianza del Vangelo”. Anche Béchara Boutros Rai, patriarca libanese ha ripreso l’argomento, dicendo che “tra i musulmani [vi sono] conversioni segrete al cristianesimo“. (Tra parentesi, il sottoscritto ha curato la pubblicazione presso le edizioni San Paolo di una storia di conversione estremamente interessante, dal titolo IL PREZZO DA PAGARE: è la vicenda vera di un islamico che incontra il mistero eucaristico e decide di farsi cristiano con tutta la sua famiglia; cosa per cui deve fuggire dalla patria, inseguito dai fratelli che lo vogliono uccidere). Si comprende, quindi, come “particolarmente drammatica la constatazione di John Ebebe Ayah, vescovo di Ogoja in Nigeria, il quale ha sottolineato come molti musulmani sognano di convertirsi alla fede cristiana ma non possono realizzare ciò per paura di perdere la propria vita”.

2) Joseph Absi, ausiliare a Damasco dei greco-melkiti di Siria, ha posto un problema che riguarda soprattutto le Chiese d’Occidente: “I musulmani non riescono a distinguere i cristiani dagli occidentali […] La maggior parte dei musulmani sono convinti che la rilassatezza dei costumi, lo sfruttamento dei popoli poveri e deboli, il disprezzo della religione musulmana che avvertono da parte degli occidentali, provenga dai cristiani o dal cristiano”.La confusione tra fedi, politiche e culture è ancora drammaticamente dominante a livello di opinione di massa (e, dobbiamo dirlo, non solo in ambito islamico).