Quando le penitenze erano… tariffe

 

confessionale

(X sec.): Da La penitenza, Torino, 1976, pagg. 150ss.

Dopo la confessione dei peccati: preghiera di contrizione del penitente e richiesta del giudizio

Sono molti ed innumerevoli sono gli altri miei peccati, tanto che non posso ricordarli, nelle cose fatte, nelle cose dette e nei pensieri; per tutto ciò la mia mente è contrita e confitta in un’aspra penitenza. Perciò, supplice, invoco un tuo consiglio e giudizio, tu che sei ordinato ad un compito di mediazione tra Dio e l’uomo peccatore, e ti imploro umilmente di intercedere per i miei peccati.

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L’ossimoro: presbitero e giovane. E l’ipotesi seria di un diaconato (impermanente)

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Riprendo e cerco di concludere la riflessione iniziata ieri.

Come si può essere presbitero (ossia “anziano”) a 25 anni? Ma anche a 30? Come si può anche solo pensare di governare le coscienze altrui e le forme di vita altrui (poiché questo è il ministero pastorale nella sua essenza: governo delle strutture e dei cuori, nel senso migliore del termine, s’intende), quando si è appena all’inizio del lavoro di governo su di sé?

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