Fedeltà, mondanità e spiritualità: cosa pensa il nuovo papa

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Stavo per scrivere una riflessione, a caldo, su quel che il nuovo papa mi aveva “mosso” dentro, quando ho trovato questa sua intervista (è del 2007, la si può leggere integrale cliccando qui) e ho pensato che, prima di dire qualcosa, valesse la pena ascoltare il protagonista stesso di questa vicenda. E’ una breve lettura che mi ha sorpreso e per la quale garantisco che ne vale la pena.

«Il restare [fedeli alla tradizione], il rimanere fedeli implica un’uscita. Proprio se si rimane nel Signore si esce da sé stessi. Paradossalmente proprio perché si rimane, proprio se si è fedeli si cambia. Non si rimane fedeli, come i tradizionalisti o i fondamentalisti, alla lettera. La fedeltà è sempre un cambiamento, un fiorire, una crescita. Il Signore opera un cambiamento in colui che gli è fedele. È la dottrina cattolica. San Vincenzo di Lerins fa il paragone tra lo sviluppo biologico dell’uomo, tra l’uomo che cresce, e la Tradizione che, nel trasmettere da un’epoca all’altra il depositum fidei, cresce e si consolida con il passo del tempo… […]

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Il papa che vorrei (ci provo anch’io)

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Un paio di fumate nere, e i pronostici già si annullano e si ripropongono. Mi chiedo anch’io, come vorrei fosse il nuovo pontefice, quale agenda mi piacerebbe proporgli. E’ un gioco, in qualche modo, fruttuoso almeno quando e se permette di riflettere con un poco di serietà sulla propria personale visione del futuro della Chiesa.

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Cinquanta cardinali sono già per Scola…

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Così intitola il Corriere della Sera di quest’oggi. Scola è il cardinale di Milano, legato al movimento di Comunione e Liberazione, strenuo difensore della tradizione e del magistero. Sicuramente rigoroso e nella linea di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. La sua elezione sarebbe con ogni evidenza la conferma di una scelta ecclesiale di vertice molto chiara: sulle questioni di fondo (dogmatica, morale sessuale e familiare, appoggio ai movimenti e all’associazionismo “fedele”) non si transige, né si dialoga. Probabilmente, la continuità si mostrerebbe anche nella direzione di una chiarezza (e rigorosità) di intenti della Chiesa sia nei confronti degli attacchi esterni (dalla pedofilia ai vatileaks) e che verso le tensioni interne (questioni di potere tra Vaticano e CEI, governo “economico”, ecc.).

L’elezione di Scola sarebbe un duro colpo per chi spera in una trasformazione della Chiesa e in un riavvicinamento alla base. E’ davvero di questo che abbiamo bisogno? Ai posteri l’ardua sentenza.

D’altronde, la conclusione del pontificato di Benedetto XVI ha rivelato ancora una volta che la vita e i suoi percorsi sono spesso sorprendenti, più delle ipotesi e delle dietrologie: il Pontefice che più di ogni altro ha lottato contro una certa idea di relativismo (a mio parere senza davvero mai comprendere la post-modernità) ha egli stesso relativizzato il ruolo sacrale del papa; l’uomo che ha governato la Chiesa trascinandosi dietro un fardello di accuse e una continua lapidazione morale, ha rivelato, d’altra parte, con il suo gesto finale, una statura personale e umana ben più alta (almeno a livello di evidenza storica, e sempre a mio modesto parere) rispetto al suo predecessore. E potremmo continuare.

La novità dello Spirito e della vita va ben oltre le nostre piccole idee e ipotesi.

In attesa del nuovo Papa…

Il conclave e l’elezione di Giovanni XXIII.

Postato su youtube da Caeremoniale Romanum (Official chanel of “Caeremoniale Romanum: Liturgia et mores Curiae Romanae” internet page consecrated to papal ceremonies, rites, customs and traditions.)

Come si elegge il Papa?

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Per chi è interessanto alla modalità dell’elezione del Papa (fuori da miti e dietrologie), ecco una breve sintesi di quel che accade. La normativa riguardo l’elezione è rintracciabile nei documenti pontifici: Universi dominici gregis (Costituzione apostolica – Giovanni Paolo II, 1996) e dal motu proprio De aliquibus mutationibus di Benedetto XVI (2007).

Ci sono gli elettori?

Sono i Cardinali che non abbiano ancora compiuto gli 80 anni il giorno in cui inizia la vacanza della Sede Apostolica (nel nostro caso il 28 febbraio). Non possono, comunque essere più di 120. Attualmente sono 117. I cardinali che hanno più di 80 anni partecipano soltanto alle riunioni preparatorie del Conclave e non alla elezione vera e propria.

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“Voglio una Chiesa con il cuore che sanguini”

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Il caso di monsignor O’Brien (clicca qui) riporta in primo piano la questione della pedofilia a pochi giorni dal Conclave. Un libro, la cui edizione italiana ho personalmente curato e che le edizioni San Paolo hanno coraggiosamente pubblicato, affronta questo tema portando in evidenza, per la prima volta in Italia, la confessione di una donna che ha vissuto questa drammatica condizione nella solitudine e nell’abbandono a se stessa. Riporto qui una parte della postfazione, scritta da un sacerdote che si è fatto carico, in Belgio, di riflettere con serietà e onestà sul problema. Il libro da cui è tratta è Nessuno ti crederà.

«La riparazione istituzionale non potrà sfuggire a una pubblica richiesta di perdono. La parola perdono è difficile da comprendere e può essere soggetta ad ambiguità. Non è un termine solo religioso. Infatti, il perdono non può in alcun modo sostituirsi alla giustizia. Tuttavia, anche quando giustizia è fatta, la richiesta di perdono si pone. Ed è anzitutto la richiesta di perdono di chi ha molestato e abusato. Va da sé. La vittima ha bisogno di sentirla dalle sue labbra. Eppure ci troviamo anche di fronte a una dimensione sociale dell’offesa: al di là dell’aggressore, c’è una collettività che ha chiuso la vittima dentro il suo dolore. Vorrei che la gerarchia, i preti e le comunità cristiane osassero mettersi in gioco in questo perdono più ampio per mostrare che la responsabilità non è solo individuale, del singolo molestatore. Insisto su questo punto perché vedo una grande delusione, una rivolta in tante vittime che vedono questo perdono ecclesiale ridotto a pura formalità. Voglio parole forti, che scuotano la carne e il sangue. Vogliono sentire uno slancio sincero. Voglio una Chiesa con il cuore che sanguini, e che non abbia paura di farlo vedere.

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Un discorso che cambia un mondo (video e traduzione)

Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino.

Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.

(traduzione integrale in http://www.meridianamagazine.org/20130211/dimissioni-del-papa-laudio-e-la-traduzione-del-discorso-di-benedetto-xvi/#.URoDMfK8EYI) Continua a leggere “Un discorso che cambia un mondo (video e traduzione)”