Le parole sono pietre

evangelii gaudium

E’ la settimana dell’esortazione apostolica di papa Francesco ed è inevitabile parlarne. Innanzitutto è il primo ampio documento completamente di suo pugno (l’enciclica precedente era “a metà” con papa Ratzinger) e quindi era attesa, giustamente, come una sorta di documento programmatico. Da questo punto di vista non ha deluso. I temi trattati e accennati, anche spradicamente, in questi mesi ci sono tutti, legati da un filo rosso che, se non è soprendente, dimostra una coerenza che va al di là di ogni discorso banale: il profondo legame che il papa sente tra il tema della gioia e quello della carità. Due argomenti di cui ultimamente la nostra società sembra davvero povera e verso i quali appare debole e irrisolta. Più la gioia, paradossalmente, che la carità: ci sono sempre più volti cupi e sempre più “coltivazioni di rancore, rabbia, violenza”. Ma non volevo parlare di questo.

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Il pensiero non è ripetizione “di ciò che si dice in giro…”

Rémi Brague, da pochi giorni insignito del premio Ratzinger per la teologia, ha tenuto ieri all’Università Cattolica un’interessante relazione sul tema: “Non tradire la tradizione”.  In un’intervista con il giornalista di Avvenire Paolo Viana, ha risposto in modo a mio parere estremamente efficace a una domanda sul comunicare il “pensiero” nel tempo di facebook e twitter:

“Non crede che il problema sia anche di trovare un codice per trasmettere una tradizione che risulta oramai incomprensibile per chi comunica con Twitter e Facebook?

Purtroppo quello che dice è fin troppo vero. Mi spiace ammetterlo ma è proprio così. Gli intellettuali al giorno d’oggi devono darsi il compito di trovare un linguaggio, prima di tutto, che sia comprensibile ai giovani. Quello che manca è in effetti un ponte attraverso il quale far passare alle masse ciò che pensano gli intellettuali e i media hanno la responsabilità tremenda di non far udire le idee alla gente, che di quelle idee ha invece un gran bisogno. i giornalisti sono come i sofisti descritti da Platone: ripetono, ripetono e ripetono quello che si dice in giro…