Padre Silvano, il Concilio, Martini e due Papi

Un ricordo di un uomo che io ho avuto l’onore di conoscere e che, dal canto suo, si è assunto l’onere di guidarmi per un tratto di cammino; che soprattutto mi ha introdotto a una lettura della Bibbia completamente nuova. Un uomo non certo “facile”, di sicuro mai banale. Anche nelle parole che qui consegna alla memoria: sulla Chiesa, sulla speranza e sul futuro.

Per chi non ha mezz’ora, consiglio di cominciare l’ascolto dal minuto 6.

Il video è ripreso da Gli Stati Generali (giornale digitale focalizzato su notizie e storie rilevanti, inchieste e approfondimenti di qualità).

L’esame di coscienza di papa Francesco

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Essendo la Curia un corpo dinamico, essa non può vivere senza nutrirsi e senza curarsi. Difatti, la Curia – come la Chiesa – non può vivere senza avere un rapporto vitale, personale, autentico e saldo con Cristo . Un membro della Curia che non si alimenta quotidianamente con quel cibo diventerà un burocrate (un formalista, un funzionalista, un impiegatista): un tralcio che si secca e pian piano muore e viene gettato lontano. La preghiera quotidiana, la partecipazione assidua ai Sacramenti, in modo particolare all’Eucaristia e alla riconciliazione, il contatto quotidiano con la parola di Dio e la spiritualità tradotta in carità vissuta sono l’alimento vitale per ciascuno di noi. Che sia chiaro a tutti noi che senza di Lui non potremo fare nulla (Cfr. Gv 15, 8).

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Che ci resta di Cristo?

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Qualche anno fa andava di moda l’adagio: Cristo sì, Chiesa no. Dietro l’affermazione, che aveva obiettivamente una certa forza icastica, stava un pensiero abbastanza preciso: la Chiesa esprime una religiosità “umana, troppo umana”, che alla fine non è sufficiente a provocare un umano che ne ha fin troppo di se stesso; mentre Cristo esprime una novità profonda, capace di provocare le coscienze. Per cui, è sufficiente riferirsi a Cristo per trovare un’ipotesi di vita nuova e sensata.

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Il tempo dei sacramenti

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Alcune diocesi italiane hanno preso la decisione di anticipare il sacramento della Confermazione alla V elementare, così da “recuperare” quel gruppo di ragazzi che, con l’inizio delle medie, abbandona in genere la frequenza al catechismo e, di conseguenza, la partecipazione ai sacramenti. Che si tratti di una decisione dovuta alla necessità di mostrare dati percentuali più alti (non riusciamo proprio a rinunciare alle misurazioni della fede?), o che sia davvero una scelta per motivi pastorali, ho l’impressione che ci si trovi comunque su una strada che non porterà a nulla.

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Il testamento di un Papa

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Sto concludendo in questi giorni la lettura dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, e sento necessario fermarmi a fare qualche riflessione su questo testo che ha accompagnato i miei (confesso, sempre pochi) momenti di meditazione.

1. Innanzitutto, non leggevo per intera una lettera magisteriale dai tempi della Redemptor Hominis (acccidenti, da più di 30 anni!). Semplicemente perché questo genere di testi mi annoiava e mi annoia. Limite mio, probabilmente, ma che con questa lettera non si è ripresentato. Anzi! Dopo aver fatto uso, per la mia meditazione personale, negli ultimi mesi, di testi di Tich Naht Hahn, del commento di Gandhi alla Baghavad Gita, del Diario della beata Angela da Foligno… mi sono trovato a meditare sul libro di un Papa.

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Chiesa senza potere

M.I. Montuclard

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Il Vangelo in prigione (Jeunesse de l’Eglise)

Non basta spargere lamenti perché durante il XIX secolo la Chiesa ha perso la classe operaia e non basta esaltare le attività missionarie. […] Noi tutti insieme e personalmente dobbiamo riscoprire la Chiesa e il Vangelo nella loro energia peculiare, che è l’energia di Dio.

Se vogliamo che il messaggio cristiano sia accolto, dobbiamo predicare il Vangelo, dico il Vangelo e non già un umanesimo cristiano.  Se vogliamo che si creda alla Chiesa, dobbiamo presentare la Chiesa; e ciò significa vivere il nostro cristianesimo in modo che essa appaia, in virtù dei suoi mezzi soprannaturali e senza l’ausilio di inutili soccorsi umani, atta a generare una nuova umanità alla vita, alla libertà, alla fraternità e al culto del Dio vero.

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Così vorrei la mia chiesa

Giulio Bevilacqua

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Cristo contemporaneo, La Locusta, 1966, pp. 97ss

Cardinale, liturgista, una delle grandi figure conciliari da non dimenticare.

Vorrei che anche esternamente si presentasse al lontano, al diffidente, forse al nemico, come epifania del sacro; quindi non “semplice spazio ben concepito in funzione del suo uso sacro, ma spazio che esprime il sacro” (Guardini); spazio non sacro per la croce che è infissa sopra né per la statua che è incollata ai fianchi, ma sacro perché nettamente distinto da ogni altro spazio fabbricato attorno, sacro perché le sue linee calde sussurrano all’uomo massacrato della strada: Voi tutti che siete gravati dalla pena venite a me”.

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Le tre tentazioni di Pietro

Hans Küng

Hans Kung

(1928), Salviamo la Chiesa, Rizzoli, pp. 198ss

Il vero Pietro farebbe fatica a riconoscersi nell’immagine che hanno costruito di lui. Non solo perché non era un principe degli apostoli, ma restò piuttosto fino al termine della sua vita un umile pescatore, poi pescatore di uomini, che aveva voluto servire il suo Signore mettendosi al suo seguito. Ma anche perché tutti e quattro i Vangeli sono concordi nel sottolineare un secondo aspetto della sua figura, che rivela il Pietro che sbaglia, che mette in luce i suoi difetti e fallimenti […]

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Politica e regno di Dio: gli inconciliabili

Giuseppe Prezzolini

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(1882-1982), Cristo e/o Machiavelli, Rusconi, 1971, pp. 68-69

Un provocatorio e attualissimo testo di Prezzolini sulla Im-possibilità della coniugazione tra politica e rivelazione

La Chiesa insegna la Verità? Ma insegna tutta la Verità? Insegna, per conto di quelli che hanno la fede, insegna le verità religiose e morali. non quelle scientifiche, né quelle sociali.  La Chiesa non insegna la matematica, non pretende di insegnare la biologia, non pubblica dei trattati di fisica cattolica. E neppure insegna la politica, che è un campo nel quale in cristianesimo non c’entra. La poliitica è sempre fuori dal cristianesimo, quando, come accade spesso, non sia addiritttura contraria al cristianesimo.

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