Ai cardinali in questione

Riporto questa riflessione inviatami da un amico teologo, Luca Crippa, sulla lettera dei 4 cardinali

Ai cardinali in questione e a diversi che si scagliano contro il papa
(non i cardinali, intendo, ma certi “difensori della fede”…) vorrei dire:
ma è così difficile caricarsi, loro e il loro clero,
del compito di ascoltare le storie delle persone in difficoltà,
che magari chiedono il sacramento (cioè, mi pare, non se ne fregano
della grazia di Dio, si pongono il problema) e così facendo esprimono almeno
il desiderio di fare un cammino? Poi, se fatto bene, non è neanche detto che questo cammino termini per forza,
per automatismo, all’ammissione all’eucaristia.
Stabilire per legge – come forse vorrebbero i cardinali – che da ora in poi
si concede l’eucaristia ai divorziati risposati non mi sembra affatto
nelle intenzioni del papa: perché non è così!
IL PAPA DICE SOLO (e niente meno che) QUESTE STORIE VANNO CONOSCIUTE,
RISPETTATE, ACCOMPAGNATE E VALUTATE. Il vero problema, c’è da temere, è che anche per i cardinali
è più comodo attendere “indicazioni” (leggi: regolamenti)
che fare la fatica pastorale… che non sanno compiere? Se la risposta fosse “sì”, sarebbe questo il vero problema della Chiesa di oggi!! Inviato da iPad

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