L’ultimo discorso del Budda

budda

dal Canone Pali (IV-III sec. a.C.)

Detto anche Tipitaka [triplice canestro], il Codice Pali raccoglie l’insieme dei testi che racchiudono l’insegnamento del Buddha e l’interpretazione della sua dottrina. Fu redatto  tra il 340 e il 247 a.C.

1. Sotto gli alberi di sala a Kusinagara, appressandosi la fine, Buddha rivolse queste ultime parole ai suoi discepoli:

Fate di voi stessi una luce. Contate su voi stessi, e non siate dipendenti da nessun altro. Lasciatevi guidare dai miei insegnamenti come da una luce. Fate affidamento su di loro e non legatevi a nessun’altra dottrina. Considerate bene il vostro corpo: abbiate sempre presente la sua impurità. Ben sapendo che tanto il dolore quanto il piacere sono parimenti causa di sofferenza, come potete essere indulgenti verso i suoi desideri? Considerate bene il vostro ‘io’: riflettete sulla sua transitorietà; come potete esser delusi da ciò che sempre muta, coltivare orgoglio ed egoismo, sapendo che tutto ciò conduce inevitabilmente alla sofferenza? Considerate bene tutti gli esseri che consideriamo sostanziali; è forse possibile trovare in mezzo a loro un qualche ‘sé’ permanente? Cosa sono se non aggregati che presto o tardi si sbricioleranno in tante parti e si perderanno nel nulla? Non lasciatevi confondere dall’universalità della sofferenza, ma seguite il mio insegnamento, anche dopo la mia morte, e sarete liberi dalla sofferenza. Fate questo e sarete davvero miei discepoli.”

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