Il pensiero non è ripetizione “di ciò che si dice in giro…”

Rémi Brague, da pochi giorni insignito del premio Ratzinger per la teologia, ha tenuto ieri all’Università Cattolica un’interessante relazione sul tema: “Non tradire la tradizione”.  In un’intervista con il giornalista di Avvenire Paolo Viana, ha risposto in modo a mio parere estremamente efficace a una domanda sul comunicare il “pensiero” nel tempo di facebook e twitter:

“Non crede che il problema sia anche di trovare un codice per trasmettere una tradizione che risulta oramai incomprensibile per chi comunica con Twitter e Facebook?

Purtroppo quello che dice è fin troppo vero. Mi spiace ammetterlo ma è proprio così. Gli intellettuali al giorno d’oggi devono darsi il compito di trovare un linguaggio, prima di tutto, che sia comprensibile ai giovani. Quello che manca è in effetti un ponte attraverso il quale far passare alle masse ciò che pensano gli intellettuali e i media hanno la responsabilità tremenda di non far udire le idee alla gente, che di quelle idee ha invece un gran bisogno. i giornalisti sono come i sofisti descritti da Platone: ripetono, ripetono e ripetono quello che si dice in giro…

 

Il “Nobel” per la teologia 2012

Sabato, 20 ottobre 2012, alle ore 11.30, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, durante la celebrazione del Sinodo, Benedetto XVI ha conferito quello che popolarmente viene ormai indicato come il Nobel per la teologia: il “Premio Ratzinger 2012”, istituito dalla “Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI”.

I premiati di quest’anno:

Rémi Brague e Brian E. Daley

Il premio è un’occasione interessante almeno per due motivi: nel clima complesso e di scarso dialogo all’interno della Chiesa struttura, vengono indicate figure “scientificamente interessanti”; inoltre, le motivazioni permettono di cogliere alcuni elementi del futuro della Chiesa-che-pensa.

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