Sulla stupidità

Una breve riflessione sul libro bonhoefferiano LA VITA RESPONSABILE, da me curato in occasione del 70° anniversario del martirio del teologo di Tegel (9 aprile scorso) e registrato per il  sito www.synesio.it su cui pure è stato pubblicato.

Annunci

Pastori che si lamentano

Bundesarchiv_Bild_183-R0211-316,_Dietrich_Bonhoeffer_mit_Schülern

D. Bonhoeffer, La vita comunitaria del cristiano, Città Nuova

Un pastore non deve lamentarsi della sua comunità né davanti agli uomini né, tanto meno, davanti a Dio; essa non gli è affidata perché egli si faccia suo accusatore davanti a Dio e agli uomini. chi sta per commettere l’errore di accusare la comunità cristiana nella quale si trova a vivere, si chieda innanzitutto se non è proprio l’immagine illusoria che porta con sé a dover essere distrutta da Dio e, quando sia davvero così, ringrazi Dio di averlo condotto in questa situazione tanto difficile. se, al contrario, le cose stanno diversamente, si guardi egli in ogni caso dal diventare l’accusatore della chiesa di Dio; accusi piuttosto se stesso per la propria incredulità; preghi Dio di fargli conoscere dove ha sbagliato o peccato, e di preservarlo da una colpa ulteriore verso i fratelli; interceda per loro, riconoscendo il proprio errore; si dedichi al compito che gli è stato assegnato. e ringrazi il signore.

Il cristiano ha bisogno dell’altro cristiano

d-bonhoeffer_nb_weihnachten-1940-in-ettal

D. Bonhoeffer, La vita comunitaria dei cristiani

Il cristiano vive completamente della verità della Parola di Dio in Gesù cristo. se gli si chiede: «Dove sono la tua salvezza, la tua beatitudine, la tua giustizia?», egli non può indicare se stesso, ma rinviare alla Parola di Dio in Gesù cristo, che gli concede salvezza, beatitudine, giustizia. egli cerca sempre questa Parola, ovunque possa. Dal momento che ha quotidianamente fame e sete di giustizia, è in ricerca ininterrotta della Parola redentrice. e questa non può che venirgli dal di fuori. in se stesso, egli è povero e morto. L’aiuto deve venirgli dal di fuori, come è venuto e viene ogni giorno, di nuovo, nella Parola di Gesù cristo, che ci porta redenzione, giustizia, innocenza e beatitudine. Questa Parola, Dio però l’ha posta in bocca a esseri umani, affinché sia pronunciata fra gli uomini.

Continua a leggere “Il cristiano ha bisogno dell’altro cristiano”

I miei libri in ebook (2)

L’ultima vigilia

Non si tratta (forse il sottotitolo non è sufficientemente chiaro) di tutte le lettere di Bonhoeffer dal carcere: il libro è un mio commento alle lettere da lui scritte dal carcere di Tegel nell’Avvento-Natale del 1943. In libreria è stato venduto con il titolo IL NATALE DEL 1943 dalle edizioni Centro Ambrosiano. Questa è la prima presentazione in ebook ed è in vendita a € 2,49. Per chi ama il pensiero del grande teologo ucciso dai nazisti, credo possa trattarsi di una originale rilettura. Per l’acquisto cliccare sul titolo sopra.

bonhoffer 1943

L’apologetica cristiana? Assurda, scadente, non cristiana

Dietrich Bonhoeffer

(1906-1945), Resistenza e resa, Milano, 1969, pagg. 245s.

Una delle pagine più innovative, profetiche e sconvolgenti di “Resistenza e resa”

L’uomo ha imparato a cavarsela da solo in tutte le questioni importanti, senza ricorrere all’”ipotesi di lavoro: Dio”. Il fatto è scontato ormai nelle questioni scientifiche, artistiche e anche etiche, e nessuno più osa tornarci sopra; ma da un centinaio d’anni questo vale, e in misura sempre maggiore, anche per le questioni religiose; si è visto che tutto va avanti – esattamente come prima – anche senza Dio. Nell’ambito genericamente umano, come in quello scientifico, “Dio” è respinto sempre più lontano dalla vita, perde terreno.

Continua a leggere “L’apologetica cristiana? Assurda, scadente, non cristiana”

Il tempo “dell’uomo senza Dio”

Dietrich Bonhoeffer

(1906-1945), Resistenza e resa, Milano, 1969, pagg. 212s.

L’intera nostra predicazione e teologia cristiana del XX secolo è costruita sull’”apriori religioso” dell’uomo. Il “cristianesimo” è sempre stato una forma (forse la vera forma) della “religione”. Ma quando un giorno sarà evidente che questo “apriori” non esiste affatto ma che è stato una forma espressiva dell’uomo, storicamente determinata e transitoria, quando cioè gli uomini diventeranno realmente non religiosi in maniera radicale – e io penso che più o meno è già il caso nostro (qual è, per esempio, la ragione per cui questa guerra, a differenza di tutte le altre, non suscita una reazione “religiosa”?) – che cosa significherà allora questo per il “cristianesimo”? Viene sottratto il terreno su cui poggiava finora tutto il nostro “cristianesimo”, e la “religiosità” funziona ancora soltanto con alcuni “ultimi paladini” e con qualche individuo intellettualmente disonesto. Che siano questi i pochi eletti? […]

Continua a leggere “Il tempo “dell’uomo senza Dio””

L’uomo adulto: colpa e responsabilità

Dietrich Bonhoeffer

(1906-1945), Etica, Milano, 1969, pagg. 202s.: colpa e responsabilità dell’uomo adulto.

Gesù non si occupa della proclamazione o della realizzazione di nuovi ideali etici, e neppure della sua propria bontà (Mt 19, 17), ma esclusivamente dell’amore per l’uomo reale; perciò può entrare nella comunione della colpa degli uomini e addossarsene il peso. Gesù non vuole apparire, a spese degli uomini, come il solo individuo perfetto, non vuole essere l’unico uomo esente da colpa, che guarda con sprezzo l’umanità soccombente al peccato, non vuole che una qualsiasi idea di uomo nuovo trionfi sulle rovine di un’umanità distrutta per colpa propria. Non vuole assolvere se stesso dal peccato per il quale gli altri periscono. Un amore che abbandonasse l’uomo nel suo peccato non sarebbe un amore rivolto all’uomo reale. Operando responsabilmente nell’esistenza storica degli uomini, Gesù si fa colpevole. Null’altro che il suo amore, si noti, lo fa incorrere nella colpa. Per il suo amore disinteressato Gesù abbandona la propria perfezione ed entra nella colpa umana per caricarsene. L’assenza di peccato e il caricarsi del peccato altrui sono in lui due fatti inseparabili. […]

Continua a leggere “L’uomo adulto: colpa e responsabilità”

La grazia di Dio non è a buon prezzo

Dietrich Bonhoeffer

(1906-1945), Sequela, Brescia, 1971, pagg. 21s.

La grazia a buon prezzo è il nemico mortale della nostra chiesa. Noi oggi lottiamo per la grazia a caro prezzo.

Grazia a buon prezzo è grazia considerata materiale da scarto perdono sprecato, consolazione sprecata, sacramento sprecato; grazia considerata magazzino inesauribile della chiesa, da cui si dispensano i beni a piene mani, a cuor leggero, senza limiti; grazia senza prezzo, senza spese. L’essenza della grazia, così si dice, è appunto questo, che il conto è stato pagato in anticipo, per tutti i tempi. E così, se il conto è stato saldato, si può avere tutto gratis. Le spese sostenute sono infinitamente grandi, immensa è quindi anche la possibilità di uso e spreco Che senso avrebbe una grazia che non fosse grazia a buon prezzo?

Continua a leggere “La grazia di Dio non è a buon prezzo”