Martiri, sciocchezze e frasi infelici.

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Mi segno, in questo periodo, con una certa continuità, le notizie che mi colpiscono. E, come spesso accade nel nostro strano mondo, le notizie tristi e talvolta umilianti sono più di quelle che rallegrano. Nonostante gli angeli cantino sulla grotta: Pace agli uomini di buona volontà.

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Il “Nobel” per la teologia 2012

Sabato, 20 ottobre 2012, alle ore 11.30, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, durante la celebrazione del Sinodo, Benedetto XVI ha conferito quello che popolarmente viene ormai indicato come il Nobel per la teologia: il “Premio Ratzinger 2012”, istituito dalla “Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI”.

I premiati di quest’anno:

Rémi Brague e Brian E. Daley

Il premio è un’occasione interessante almeno per due motivi: nel clima complesso e di scarso dialogo all’interno della Chiesa struttura, vengono indicate figure “scientificamente interessanti”; inoltre, le motivazioni permettono di cogliere alcuni elementi del futuro della Chiesa-che-pensa.

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Cosa pensa Benedetto XVI della Gaudium et Spes

Nell’introduzione al libro che raccoglierà gli scritti ratzingeriani sul Concilio, di prossima uscita (a novembre per i tipi dell’editore Herder e a cusa dell’arcivescovo Gerhard L. Müller, prefetto della congregazione per la dottrina della fede),  il Papa indica con chiarezza alcune sue riflessioni sulla riuscita e sui limiti del Vaticano II. Tra le cose meno efficaci, cita la Gaudium et Spes (tra le efficaci, Nostra Aetate (rapporto con gli Ebrei) e Dignitatis Humanae (libertà religiosa).

Vale la pena leggere integralmente il testo che certamente obbliga a non poche riflessioni. Qui si seguito citiamo solo il passo che riguarda la Costituzione sulla Chiesa nel mondo contemporaneo.

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