Leggere la Bibbia e il suo “mito”

Rudolf Bultmann

(1884-1976), Nuovo testamento e mitologia. Il manifesto della demitizzazione, Brescia, 1970, passim: mito e demitizzazione.

Per “mito”, io intendo un fenomeno storico ben determinato, e per “mitologia”, un ben determinato modo di pensare. Si tratta di discutere tale fenomeno e tale modo di pensare.

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La grazia di Dio non è a buon prezzo

Dietrich Bonhoeffer

(1906-1945), Sequela, Brescia, 1971, pagg. 21s.

La grazia a buon prezzo è il nemico mortale della nostra chiesa. Noi oggi lottiamo per la grazia a caro prezzo.

Grazia a buon prezzo è grazia considerata materiale da scarto perdono sprecato, consolazione sprecata, sacramento sprecato; grazia considerata magazzino inesauribile della chiesa, da cui si dispensano i beni a piene mani, a cuor leggero, senza limiti; grazia senza prezzo, senza spese. L’essenza della grazia, così si dice, è appunto questo, che il conto è stato pagato in anticipo, per tutti i tempi. E così, se il conto è stato saldato, si può avere tutto gratis. Le spese sostenute sono infinitamente grandi, immensa è quindi anche la possibilità di uso e spreco Che senso avrebbe una grazia che non fosse grazia a buon prezzo?

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La differenza tra fede e religiosità

Karl Barth

(1886-1968), L’Epistola ai Romani, Milano, 1962, pagg. 72ss.; pagg. 238s.: il significato della fede e della religione, cit. in Archivum, op. cit..

La fede è la conversione, il radicale nuovo orientamento dell’uomo che sta nudo davanti a Dio, che per acquistare la perla di gran prezzo è diventato povero, che per amore di Gesù è pronto a perdere la sua anima. La fede stessa è fedeltà di Dio, sempre ancora e sempre di nuovo nascosta dietro e sopra le affermazioni, le buone disposizioni, le conquiste spirituali dell’uomo nei riguardi di Dio. La fede perciò non è mai compiuta, data assicurata, è sempre e sempre di nuovo, dal punto di vista della psicologia, il salto nell’incerto, nell’oscuro, nel vuoto. La carne e il sangue non ci rivelano questo (Mt 16, 17): nessun uomo può dirlo all’altro, nessuno può dirlo a se stesso. Quello che ho udito ieri, devo udirlo ancora oggi, dovrò udirlo ancora domani, come una cosa nuova…

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